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storia di un impiegato

Storielle semiserie di un vero fracchia: casa, ufficio etc. etc. poe'sie sensa senso, robba del paese nostro tanto pe' canta'.

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Utente: ozne
Nome: Enzo cristiani
anzianotto-bambino.

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29/07/2007



Ultima settimana e poi vacanze il quel di monte Livata al campeggio nella baracca che mi piace tanto e nella quale sto tanto bene. Belle mangiate con gli amici e tanto ma tanto riposo e soprattutto fresco specialmente di sera quando, a volte, serve perfino un pullover per essere completamente a proprio agio.
Buone vacanze a tutti gli amici di splinder e speriamo, al ritorno, di essere meno pigro e di scrivere un po' di piu' e magari anche un po' meglio hahahahahahah!!!



BUONE VACANZE A TUTTI.

Postato da: ozne a 21:46 | link | commenti (8) |

27/07/2007

Postato da: ozne a 01:53 | link | commenti |

26/07/2007



Caro diario, ti ho mai parlato della vicenda che circolava da anni nella mia famiglia con lo slogan" La maledizione di zio Giovanni"? Il termine l'ho coniato proprio io da ragazzo quando avevo appurato e mai condiviso e capito bene che tra mio padre e i suoi numerosi fratelli esistevano dei rancori e delle incomprensioni che andavano avanti chissa' da quanto tempo. Ho sempre rifiutato questa situazione perche' io invece sentivo molto affetto nei confronti dei miei zii che non potevo frequentare come avrei voluto a causa dei motivi in premessa riferiti. Una situazione inconcepibile ed inammissibile per il mio modo di vedere il mondo nonostante la mia giovanissima età. Pertanto trovavo ingiustificabile e condannabile perfino l'atteggiamento di mio padre sebbene, almeno da come ho interpretato certi fattarelli di famiglia, avesse delle buone ragioni per sentirsi quantomeno offeso ma probabilmente non avro' neppure compreso bene i torti e le ragioni  che, all'epoca, venivano fisiologicamente nascosti a figli e cugini.
Personalmente ho sempre scherzato sulla storia della maledizione come ho sempre riso sulle battute macabre che circolavano tra mio padre e i suoi fratelli che si promettevano, tra il serio ed il faceto, avvertimenti che oggi come oggi mi lasciano ancora dubbioso e perplesso. "appena muoio ti vengo a prendere" e giu' risate a crepapelle nei pochi momenti in cui la famiglia si riuniva dimenticando i vecchi dissapori alleggerendo così le vecchie diatribe e diaspore con questo genere di battute che ho sempre ritenuto di cattivo gusto non riuscendo ad afferrarne forse la sottile ironia o arguzia che si evinceva in quelle particolari  circostanze.
E, per quanto potra' sembrare incredibile ed assurdo, la maledizione (oddio che brutta parola però) si e' avverata in quanto i tre fratelli sono morti a pochi mesi l'uno dall'altro. Una stranezza che mi ha sempre dato da pensare considerando i precedenti anche se sono un tipo piuttosto razionale e non facilmente suggestionabile.
Ma veniamo al dunque e alla conclusione di questo strano post che ho scritto proprio per sfogare le mie attuali inquietudini che hanno determinato in questi giorni la rottura tra me e mio fratello per ragioni che non voglio neppure spiegare tanto e' la vergogna che provo per le modalita' e le circostanze in cui e' avvenuta e maturata.
Ma come proprio io che rifuggo il litigio e cerco sempre con diplomazia ma non con falsita' di aggiustare perfino l'irreparabile? Ebbene si, se mi avessero detto negli anni passati che un giorno sarei arrivato a questa impasse mi sarei messo a ridere per l'impossibilita' e l'incredulita' della vicenda convinto come sono e sono sempre stato che mai e poi mai avrei potuto per qualsivoglia ragione arrivare ad una rottura del genere. Mai dire mai perche' nella vita tutto e' possibile e le situazioni possono precipitare in un batter d'occhio. Che tristezza constatare oltretutto  il prosieguo della negativa tradizione familiare a cui volente o nolente sto partecipando sottostando e subendo, ancora una volta,  quella che venne definita  scherzando  "la maledizione di zio Giovanni" che dura, imperterrita nel tempo, accrescendo anzi il suo valore estendendo la valenza anche alle generazioni successive.
Quando sentivo storie di questo genere provavo sempre disgusto e disapprovazione con gli attori del litigio soprattutto se legati da cordone ombellicale della fratellanza eppure mi ci sono trovato dentro, mio malgrado, fino al collo. E cosa piu' grave nonostante penso di essere dalla parte della ragione (facile vero?) mi sento lo stesso tanti sensi di colpa a cui non sono abituato e che non superero' mai.
La constatazione piu' amara che mi sorge spontanea e' che a volte la vita ci propone delle situazioni che possono essere delle vere oppurtunita' per far venire allo scoperto la parte migliore di noi stessi, per fare del bene e per sentirsi meglio invece, spesso, non siamo in grado di recepire e ci ostiniamo a perseverare dei falsi miraggi fondati sull'egoismo e sul menefreghismo piu' becero che restano sentimenti che ci peggiorano e con i quali non si va da nessuna parte.
caro diario, perdona lo sfogo e scusa se non ho chiarito e precisato anche se cio' che sottende questa chiacchierata e' facilmente deducibile da cio' che accade in tante famiglie per le piu' variegate ragioni.
cambiano le motivazioni, cambiano gli interlocutori ma le cause e le concause sono quasi le stesse e seppur nel loro piccolo microcosmo assumono aspetti irrilevanti non si puo' fare a meno di inferire che  e' il fenomeno in se' stesso e nella sua generalizzazione ad essere gravemente preoccupante.


Postato da: ozne a 19:10 | link | commenti (2) |
la maledizione di zio

17/07/2007



Sai, Enzo, proprio ieri mi hanno rubato in casa e tra gli oggetti trafugati c'era anche il televisore a colori destinato a mio figlio quale regalo di nozze. E adesso non sono in condizioni per affrontare un nuovo acquisto perche' mi trovo in un momento di poca liquidita' in mezzo a tanti problemi di natura economica che mi stanno destabilizzando la vita con serie e troppe preoccupazioni.
Cosi' si era espresso, circa 4 anni fa, un mio collega poco prima di chiedermi un piccolo aiuto per un prestito di 1.000 euro da restituire, senza interessi si intende, entro due o tre mesi in coincidenza di una potenziale gratifica straordinaria che capitava per la bisogna proprio come il cacio sui maccheroni
Senza troppi indugi, anche se un po' perplesso, mi sono recato insieme al mio amico nella banca interna al nostro ufficio ed ho prelevato e consegnato la somma in questione senza pensare di andare incontro ad una possibile e potenziale fregatura in perfetta buona fede.
Invece alla scadenza del periodo concordato sempre a causa di strane e fortuite circostanze, riferite a giustificazione della mancata onorabilita' del prestito amichevole, sono rimasto interdetto ma non ancora preoccupato convinto comunque della serieta'  del mio collega.
Solamente dopo svariati mesi ho cominciato a nutrire seri dubbi sulla fedelta' della famiglia (anche la moglie e' una collega) e sulla possibilita' di rientrare della cifra pattuita visto e considerato che le scadenze prestabilite passavano imperterrite senza neppure una parola di avvertimento.
Che fare in queste condizioni? Lo so, potro' sembrare uno sprovveduto ma non riuscivo neppure a chiamare al telefono provando vergogna per lui e tra una attesa e l'altra sono passati circa due anni.
Quando oramai credevo di aver perduto perfino l'amico ho ricevuto invece un invito al bar durante il quale sono rientrato di 500 euro. Ma perche' sto raccontando tutto questo? Perche' proprio stamane, dopo circa 4 anni, il mio collega mi ha restituito l'altra meta' del prestito che avevo dato oramai per insoluto prendendomi in contropiede per aver dubitato di lui e della sua parola. Si e' scusato per l'incredibile ritardo pero' almeno non mi ha fregato come avevo ad un certo punto supposto e dato oramai per scontato.
Ricordo ancora quando, per non passare da st......o, avevo detto a mia moglie di aver recuperato il credito con svariati mesi in anticipo quando ero oramai convinto di essere stato, come diciamo a roma, bruciato.
Ed invece sono rientrato anche in un periodo che per altri versi ho bisogno di soldi, quindi mai mettere limiti o vincoli alla provvidenza e mai perdere la fiducia nel prossimo anche se al giorno d'oggi se ne sentono di tutti i colori.
Nel mio piccolo sono tanto contento di non essere stato fregato non tanto per la somma che non ha cambiato la mia vita, ne' prima ne' dopo, ma soprattutto per la delusione ed il rammarico che provavo nel constatare che spesso a fare del bene ci si rimette. No, non la vedo cosi' e credo convenga sempre fare del bene secondo le proprie possibilita' perche' alla lunga i benefici tornano magari in altra maniera ma tornano e con gli interessi, grazie al cielo.
Che cos'e' questa? vera superstizione? Vera ed improbabile credenza popolare? Di certo una considerazione ed un pensiero che nulla ha di scientifico e di razionale anche se, dentro di me, sento ed ho sempre sentito fin da bambino che e' cosi'. E si che ho quasi sessant'anni......
Buon blog agli amici e a tutti coloro i quali si troveranno, poveracci, a passare da queste parti.
Enzo

Postato da: ozne a 17:59 | link | commenti (14) |

13/07/2007

Caro diario, ci sono ancora anche se sono tanto ma tanto ...impicciato.
Seguiranno spiegazioni al momento giusto. La novità piu' grande e positiva è stata la visita dal cardiologo che mi ha trovato molto bene, deo gratias.
Un saluto a chi avra' la cortesia di passare da queste parti.
Ciao ciao
Enzo

Postato da: ozne a 22:39 | link | commenti (2) |

04/07/2007

Caro diario, e' appena passato un mese da quando sono stato collocato a riposo ed ancora non sono stanco anzi il rallentamento e la frenata sul tran tran quotidiano mi ha fatto sicuramente bene anche se ancora non riesco ad assaporare bene la situazione a causa dei problemi di salute di mia madre che, purtroppo, non si sono risolti se non in parte.

Certo e' strano non pensare con ansia al periodo delle ferie come facevo precedentemente e mi devo in un certo qual modo abituare a questa liberta' che mi permette di vivere alla giornata senza l'assillo dell'orologio e del tempo che scorre.

Ogni tanto faccio anche un salto a trovare i miei amici-colleghi sbellicandomi dalle risate nel sentire le loro lamentele che poi, se vogliamo, sono le stesse di cui ho sofferto molto. Solo che adesso vedo tutto piu' sfumato e non mi ci arrabbio piu' come facevo una volta.

Sia ben chiaro, nel sentire certe storie trite e ritrite, provo sempre un senso di rabbia a causa dell'impotenza nel poter ribaltare  certe  situazioni e sovvertire certi accadimenti che, corsi e ricorsi storici, si ripetono imperterriti nel tempo senza che alcuno possa muovere un dito per contrastare la legge del malaffare, dell'arroganza e della prepotenza con le quali certi personaggi seguitano a gestire la cosa pubblica.

Si e' vero da questo punto di vista non sono ancora riuscito a dimenticare,  digerire e superare perche' certi vecchi fattarelli e misfatti ancora mi bruciano e anche da lontano e fuori gioco avverto il senso dell'ingiustizia che balza agli occhi di tutti ogni qual volta si va a ragionare in merito alla scellerata gestione di alcuni amministratori e dei loro dirigenti yes-men.

E che tristezza sentire i miei giovani colleghi parlare di trasferimenti ad altri enti dopo neppure 5 anni di servizio. E che avvilimento constatare che certi negativi sentimenti albergano nei cuori di ottimi elementi la cui preparazione ho potuto apprezzare quando ancora lavoravo.

Coraggio cari ragazzi e non crediate che, cambiando, i problemi che vi assillano saranno superati perche' le problematiche di questo tipo esistono, vivono e proliferano  anche nelle altre amministrazioni.

E' un problema che riguarda il pubblico impiego a livello nazionale e che potra' essere risolto, dipanato e superato solo con l'avvento di una nuova classe dirigente con vero senso dello stato i cui sforzi siano indirizzati al ripristino della legalita'  in tutto il paese.

Sarebbe un buon punto di partenza per un potenziale cambiamento prima che la situazione generale imploda e prima di fare la fine che ultimamente  e' capitata all'Argentina.

Perche' se non si fosse ancora capito siamo su quella strada nonostante le chiacchiere ottimistiche di certi politici da strapazzo che non hanno neppure l'accortezza e la lungimiranza per una coraggiosa inversione di tendenza mirata a risollevare le sorti di questo sempre piu' strano paese.

Buonanotte caro diario e scusami se sono un po' ripetitivo  su certe questioni ma non posso farne proprio a meno e le dita, anche non volendo,  vanno da sole sulla tastiera spesso senza tenere conto  della sintassi e della consecutio temporum ma con l'intento di esprimere il proprio dissenso contro questo malcostume.

Si lo so che non conto un c...o ma voglio lo stesso ribadire che sono stanco e a questo gioco non ci sto piu'.

 

 

Postato da: ozne a 23:23 | link | commenti (4) |