Storielle semiserie di un vero fracchia: casa, ufficio etc. etc. poe'sie sensa senso, robba del paese nostro tanto pe' canta'.
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Buongiorno Laura, come stai? Ovviamente, cnsiderate le circostanze, lei mi risponde appena con un ciao stiracchiato ma almeno percettibile. Questa ragazza di circa 40 anni e' affetta da alzheimer ed e' rifiutata da tutti i nosocomi. Per chissà' quale fortuita ragione e' stata ricoverata e presa in cura nella clinica dove si trova attualmente mia madre. Sono compagne di stanza e seppur di generazioni diverse, data la notevole differenza di età' , sono accumunate dallo stesso implacabile male. La mamma reagisce rifiutando la parola mentre Laura parla e bofonchia continuamente. Stranezze della malattia che risultano inspiegabili perfino agli specialisti figuriamoci a noi gente di strada.
Ho voluto riportare questo piccolo episodio solamente per sottolineare in quali difficoltà versano questo tipo di malati rifiutati da tutti gli ospedali e spesso anche dalle famiglie.
Trovo aberrante che non esistano strutture adeguate per, non dico guarire, ma almeno alleviare le pene di questi poveri e sfortunati malati che, attraverso le loro vicissitudini, ti portano uno scossone tale da riconsiderare e discutere il proprio modus vivendi. Per questa ragione, probabilmente e forse, occorrerebbe che tanta gente si facesse un giretto in questi posti per tornare con i piedi per terra e per ritrovare una certa obiettività' nel modo di vivere follemente consumistico dei giorni nostri che ci allontana dal comprendere quali sono gli effettivi bisogni primari rispetto a quelli prevalentemente fittizi . E dare così considerazione ai problemi seri e saper distinguere le priorità in materia di bisogni, siano essi individuali che collettivi, sviluppando una coscienza che dia il giusto valore a questa tipologia di eventi senza farne un mero accadimento statistico quando il fatto non ci colpisce direttamente.
Certo se, negli anni, si fosse sviluppato nella civiltà' occidentale il principio di comunanza (vero vecchio?) piuttosto che quello del predatore probabilmente non stavamo a discutere, oggi, se il nostro sistema sanitario nazionale fosse o meno adeguato a certe esigenze perché la salute pubblica sarebbe stato il fiore all'occhiello di un discorso più generale e più ampio.
Adesso comunque mi fermo perché so che sarei capace di saltare di palo in frasca con facilità e finire fuori tema in un batter d'occhio, scantonando a destra e a manca, come mi capitava fin dai tempi di scuola e vorrei concludere osservando che probabilmente con un piccolo sforzo legislativo mirato a risolvere queste problematiche ci sarebbero delle piccole strutture ad hoc, dove forse Laura ritroverebbe il gusto del voluto silenzio, riacquistando, ad ogni buon conto, una dignità perduta e calpestata continuamente tra un trasferimento forzoso e l'altro di ospedale.

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Caro diario, tanto per riprendere quale occasione migliore per riproporre questa mitica ed attuale canzone di Francesco Guccini? Lo spunto l'ho avuto riascoltandola cantata durante l'ultima rappresentazione al Rossini, conosciuto anche come teatro Rascel, dove si e' esibita "l'akademia dei Cacini" che ripropone il vecchio avanspettacolo di una volta in perfetto dialetto romanesco.
Francesco Guccini - Cirano
Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,