Storielle semiserie di un vero fracchia: casa, ufficio etc. etc. poe'sie sensa senso, robba del paese nostro tanto pe' canta'.
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In un paese lontano viveva un principe cattivo cattivo che si chiamava Berlusconaz che aveva tutti i poteri dello stato:esecutivo, legislativo e giudiziario. Non potendo svolgere tutto questo lavoro da solo si faceva aiutare dal suo sottopancia, un certo Previtaz a cui era proibito entrare nei negozi di informatica perchè faceva scattare tutti gli antivirus contemporaneamente. Ebbene, un giorno, i gendarmi portarono al cospetto del principe un povero vecchietto che doveva essere giudicato per aver dato del ladro ad un fornaio che vendeva il pane a tre euro il kg. Il poveretto si trovò impaurito al cospetto di Berlusconaz che avrebbe dovuto emettere la sentenza che non tardò ad essere deliberata. Il dispositivo recitava così: si prenda un'urna con due palle, una bianca ed una nera e si faccia tentare la sorte al nonnetto. Se sceglierà la palla bianca avrà salva la vita, viceversa sarà impiccato a vita. Subito il principe cattivo cattivo ordinò al suo servo di mettere due palle nere nell'urna per togliere l'unica possibilità di salvezza al povero vecchio. Non che ce l'avesse in particolare con l'imputato ma per un suo gusto personale di affermazione e di arroganza che lo accompagnava fin dalla nascita. Ma il vecchio scaltro aveva subodorato l'inganno e cercava di venirne fuori rispolverando le sue conoscenze di algebra booleana, di combinatorica farfugliando tra sè e sè: pallina bianca-pallina nera, vita-morte, vero -falso, passaggio di corrente si-no, arrivando, tra una elucubrazione e l'altra, al principio di non contraddizione aristotelico che sicuramente lo avrebbe aiutato a trovare una soluzione per la bisogna. Poi come preso da un raptus inserì la sua mano nell'urna, prese una pallina e senza farla vedere a chicchessia la gettò nel fuoco gridando forte:scelgo questa. Poi con calma tirò fuori dall'urna la seconda pallina che era ovviamente nera e che costituiva la prova provata della scelta della pallina bianca appena distrutta. Il vecchio fu giocoforza rilasciato forte di un ragionamento inconfutabile scaturito dalla sua logica ferrea che teneva sempre in allenamento seguendo i corsi della prof.ssa Annarita di cui ai blog "matematicamente e scientificando".
Delirato per partecipare al festival della matematica ospitato appunto, quest'anno, nel blog della prof.ssa Ruberto di cui sono assiduo frequentatore.
Con la scusa che sono in pensione tutti mi danno ordini:e dai, tanto non hai nulla da fare! E basta, dico ai figli, che non ce la faccio a stare dietro a voi ed alle vostre continue esigenze perchè per accontentarvi dovrei fare troppe cose contestualmente e dovrei avere il dono dell'obliquità. E,vi prego, non insistete e non vi coagulate contro di me altrimenti mi arrabbio e mi sento male perchè lo sapete che sodomizzo tutto e di fronte a certe discussioni rimango incredulo e putrefatto e non so a quale santo riavvolgermi.Dopo, con tutto lo stress acquistato, mi viene sempre l'irpef alle labbra e devo mettere la pomata. Come quella volta che in ufficio hanno mandato una stragista per farci i corsi di aggiornamento. Io me la sono presa e, non essendo uno sterco di santo, ho reclamato insieme ai miei giovani colleghi che volevano trasferirsi a lavorare negli evirati arabi.Tutti di corsa allora alla stazione a prendere il treno non senza aver prima blaterato il biglietto e via verso il futuro. Ma alla prima fermata siamo tornati indietro per una epidemia di morbo di pakistan. Siamo andati di corsa all'ospedale per farci fare una salutare autopsia generale prima di essere operati.Comunque sia, personalmente mi è andata bene e sono guarito,
qualche cadavere però presentava evidenti segni di decesso mentre una collega seguitava a dire che da vicino vedeva bene mentre da lontano era lesbica. Infine sono tornato a casa con un viso che sembravo uno straccio ed ho pensato:domani mi faccio un bel leasing e torno più bello che pria.
Al momento sono chiuso in casa in stand-bike per riflettere su quanto accaduto e mi sono detto con decisione e coraggio:E'inutile piangere sul latte macchiato e se proprio dovessi morire lascio scritto che vorrei essere quantomeno cromato affinchè le ceneri possano essere gettate al vento. Firmato: un'itagliano vero.(proposto come aspirante al premio igNobel per la letteratura copiata).
P.s. Caro Alfredo, alias kokko, ho ripreso le tue battutacce dell'ultima e-mail e ne ho ricavato questo post. Adesso se mi prendono per scemo sai di chi è la colpa. saluti alla tua moretta e una carezza per zoe.