Storielle semiserie di un vero fracchia: casa, ufficio etc. etc. poe'sie sensa senso, robba del paese nostro tanto pe' canta'.
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Ricevo questo raccontino dall'amico Massimo di Bluriver:
Dopo una lunga ed eroica vita, un valoroso samurai giunse nell’aldila’ e fu destinato al paradiso.
Era un tipo pieno di curiosita’ e chiese di poter dare prima un’occhiata anche all’inferno. Un angelo lo accontento’ e lo condusse all’inferno.
Si trovo’ in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi e pietanze succulente e di golosita’ inimmaginabili.
Ma i commensali, che sedevano tutt’intorno, erano smunti, pallidi e scheletriti da far pieta’.
“Com’e’ possibile?”, chiese il samurai alla sua guida. “Con tutto quel ben di Dio davanti!”.
“Vedi: quando arrivano qui, ricevono tutti due bastoncini, quelli che si usano come posate per mangiare,solo che sono lunghi piu’ di un metro e devono essere rigorosamente impugnati all’estremita’. Solo cosi’ possono portarsi il cibo alla bocca”.
Il samurai rabbrividi’. Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppur una briciola sotto i denti. Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso.
Qui lo attendeva una sorpresa.
Il paradiso era un salone assolutamente identico all’inferno! Dentro l’immenso salone c’era l’infinita tavolata di gente; un’identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi bastoncini lunghi piu’ di un metro, da impugnare all’estremita’ per portarsi il cibo alla bocca. C’era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia.
“Ma com’e’ possibile?”, chiese il samurai.
L’angelo sorrise. “All’inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perche’ si sono sempre comportati cosi’ nella vita. Qui al contrario, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino”.
Paradiso ed inferno sono nelle tue mani.
Oggi.
Carina, vero? Ed ora ecco la mia poèsia di fine 2008, sempre in linea con il blog nato "tanto pe cantà", con la quale auguro una buona fine ed un ottimo principio per l'anno che verrà a tutti gli amici, vecchi e nuovi.
LETTERINA PER BABBO NATALE
Caro babbo natale,
bello, paino e speciale
e che va drentro er core.
Nè regali e nè panettone
ma più possibilità
a chi sta già 'r cantone
e più nù gliela fa.
Fa ch'er mio amico
insieme a tutto er coro,
qui lo nego e qui lo dico,
ritrovi il suo lavoro.
Nè fiori quindi e nè gigli
e meno piaceri de panza
ma fa che ai nostri figli
ritorni la speranza.
stravolgi tutto er mercato
ed in mezzo a sto letame
aiuta er disgraziato
che se more già de fame.
e pe fa tutto questo
nun servono grafici
ma voia d'onesto
e fora li politici.
sai quella gente de mestiere
che senza arte nè parte
gioca cor tuo sedere
e vo' trucca' le carte?
Perciò io dico basta,
e per raggiunge la meta
cacciamo questa casta
e mettemoce n'poeta.
Nun sapra' d'economia
ma avrà sempre lo smarto
de risorve tuttavia
volando molto in arto.
ma da n'do se parte?
da qui annanno puro artrove
financo sopra a Marte
e buon 2009.
Sulla spiaggia di campo di mare una signora distinta, di spalle, vicino all'ombrellone. Ed io, tutto intento a far giocare la piccola Alessia , girandomi, la tocco involontariamente. Mi scusi, signora, non volevo ma lei , perentoriamente e di rimando ,mi chiama per cognome risvegliando in me i ricordi sopiti della mia vecchia professoressa di italiano con la quale non avevo avuto un buon feeling. Per colpa mia, sia ben chiaro. Però ho avuto almeno la soddisfazione di essere stato riconosciuto, del resto, all'epoca dei fatti in questione,avevo all'incirca una trentacinquina d'anni ed evidentemente l'aspetto non doveva essere poi così diverso da quel ragazzino vispo ma troppo svogliato che era stato suo allievo. E non mi sono neppure meravigliato più di tanto, si sa bene che i professori si ricordano solo degli alunni più brillanti e di quelli veramente scarsi. Ecco, io appartenevo alla seconda categoria ma non lo dico con orgoglio o per vanto, tutt'altro, e anche se adesso me ne vergogno un pò dovete sapere che da ragazzo non me ne poteva fregare di meno. La professoressa, con la quale avevo legato poco, si ricordava lucidamente bene ma fu lo stesso gentile e cortese soprattutto quando, incredibilmente ed inaspettatamente, iniziò ad elogiarmi davanti a mia figlia Alessia che aveva un'aria ingenua e divertita per l'incontro imprevisto e curioso. Per un momento ebbi la sensazione/sospetto che si stesse sbagliando ma poi riuscii a capire bene allorquando mi fece un occhiolino di complicità con una espressione così bella che non riuscirò più a dimenticare. Mi aveva inquadrato bene, eccome. Ma che centra con natale tutto questo? Apparentemente nulla ma la macchina dei ricordi, come dice bene Flavio, si è rimessa in moto proprio stasera quando ho ricevuto la telefonata di un mio carissimo compagno di classe delle superiori. Tonino sei tu? Oddio che gioia, grazie, non puoi immaginare quanto aspettassi un segnale perchè da quando mi hanno rubato il telefonino ho perduto tutti i numeri dei miei 4 compagni con i quali non ci siamo mai persi di vista e con i quali di tanto in tanto organizziamo delle meravigliose zingarate con cena finale. Per prima cosa ho aggiornato la rubrica con un bel sospiro di sollievo e poi, come preso da un raptus irrefrenabile, non ho potuto fare a meno di chiamarli, uno per uno. Glauco, Maurizio e Peppe. E stavolta, si, ho deciso, li inviterò a leggere questo blog di cui ignorano l'esistenza e dove in altro amarcord sui tempi andati della scuola avevo esternato esplicitamente quanto li abbia amati e quanto affetto provo tutt'ora alla distanza di 45 anni. Giuro, non vi ho mai dimenticati e vi considero, oramai, parte integrante della mia vita ed il solo rincontrarvi sarà una gioia ed una soddisfazione incommensurabile al punto che desidero annoverare l'avvenimento come il più bel regalo di natale di questo strano 2008. Certo, perchè ho ancora tanto da raccontare ed altrettanto voglio sapere, ma più di tutto mi intriga rivedere i figli per capire se attraverso loro si riesce ad attenuare il fisiologico scorrere del tempo e, conseguentemente, ritrovare quella forte solidarietà e complicità che si era creata spontaneamente ai tempi delle mele, delle speranze e degli ideali attraverso i quali ci illudevamo di potere cambiare il mondo. Ecco, questo post è per voi, carissimi vecchi compagni, e rammentate che anche se ci dovessimo riperdere strada facendo, per qualsivoglia ragione, mai dimenticherò i vostri caratteri e i vostri volti di quando ridevamo, spensierati e felici, in quel baretto vicino al colosseo. Ed il tempo passato inesorabilmente avrà anche deluso le nostre ingenue aspettative, avrà perfino minato lo spirito ed, in qualche caso, anche il fisico, ma mai potrà scalfire quel sentimento nobile che va sotto il nome di amicizia e che, almeno per quel che mi riguarda, vivrà per sempre.

Perché
dappertutto ci sono cosi tanti recinti?
In fondo tutto il mondo e un grande recinto.
Perché
la gente parla lingue diverse?
In fondo tutti diciamo le stesse cose.
Perché
il colore della pelle non e indifferente?
In fondo siamo tutti diversi.
Perché
gli adulti fanno la guerra?
Dio certamente non lo vuole.
Perché
avvelenano la terra?
Abbiamo solo quella.
A Natale - un giorno - gli uomini andranno d’accordo in tutto il mondo.
Allora ci sarà un enorme albero di Natale con milioni di candele.
Ognuno ne terrà una in mano, e nessuno riuscirà a vedere l’enorme albero fino alla punta.
Allora tutti si diranno "Buon Natale!" a Natale, un giorno

BUON NATALE A TUTTI GLI AMICI DI SPLINDER
(BUON NATALE A TUTTI!) - (i laziali)
aggiornamento:
Xtartamara
- sta x meno c'est-à-dire ad esclusione dei laziali ...ma che parlo francese? hahahahahah!!!
XMauro
avevi ragione tu, grazie.
http://www.dancingsantacard.com/?santa=95793

Piatto ricco me ce ficco!
Targhina provocò, Mauro rispose ed Enzo pacificò.
Come risponne a sti poeti
e a li loro curiosi sonetti
pe dì nun so li vostri credi,
ricchi de frasi e de dispetti,
a dimostrà se la vita è na bolla
o na faccenna ricca d'amore
perchè dipenne dalla molla
spinta dar primo motore.
E anche da quale faccia
der prisma se guarda la quistione,
chi sa parli chiaro oppure taccia
pe dì chi de sti due c'avrà ragione.
Io dar canto mio con tono grezzo
dico, pe nun fa torto a nissuno,
la verità sta n' mezzo
e mo vo spiego sarvognuno:
La vita è sola na faccenda d'amore
nun contano nè sordi nè nome
ma davanti allo score dell'ore
n'è puranco na bolla de sapone?
perciò sentite a me e state boni
solo na cosa me pare vera e sicura
o bolla o amore, che dio me perdoni,
probabilmente trattasi de mera fregatura.


Eccoci insieme alla tavernaccia per una cenetta tra blogger romani.
Da sinistra: Enzo, Mauro, Mara, Flavio, Pietro, Dario, Francesca, Paolo, Sabina e Alberto.
Post correlati: Baccano, Flavio.
Altra esperienza del 2005 (avendo mangiato come un democristiano ai tempi d'oro e speso 4 soldi sentii proprio il bisogno di esagerare).
Con l'occasione mi piacerebbe riunire i due gruppi in una sola tavolata per vedere di nascosto l'effetto che fa. Il nostro anfitrione è Flavio al quale chiedo il permesso per allargare la cerchia in vista della prossima cena. Magari torniamo alla tavernaccia e ci facciamo dare la saletta tutta per noi.....ho detto la saletta, Mauro, non la giovane cameriera adocchiata al terzo bicchiere di vino hahahahahahahahha!!!! Potremmo anche indire una gara a chi mangia più polpette al sugo, che ne dite? Sia ben chiaro Pietro va considerato fuori concorso altrimenti non c'è partita. E per premio fagioli con le cotiche, spremuta di pane casareccio e per finire quel sorbetto favoloso al limone con la vodka. E per dolce? Cacio e pepe fatta come dio comanda. Ora basta, ...quanno riannamo?
"Un'idea, un concetto, un'idea finchè resta un'idea è soltanto una astrazione, se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia rivoluzione".
p.s. dimenticavo, grazie a Sabina ed Alberto per la foto.
Caro diario, è proprio vero che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Mi ero organizzato alla grande programmando la mattinata per rispettare gli impegni, uno all'aeroporto e l'altro all'eur per il libro di Gianni di cui al post precedente. Gli orari erano perfetti. L'aereo proveniente da Philadelphia doveva arrivare alle 8,30 a Fiumicino e la recensione in parola era prevista per le 10. La mattinata non è invece cominciata bene e ho dovuto fare tre giri dell'isolato per trovare la macchina. Poco male, per me è un classico e mi verrebbe di far verniciare la mia mercedes-punto di giallo così si noterebbe subito e non girerei a vuoto con quella faccia da ebete che mi viene quando la situazione mi sta scappando di mano. Alla fine, dopo aver saltellato come Tarzan da un albero e l'altro, sono riuscito ad individuarla e subito dopo ero già sul raccordo sereno e spensierato, dopotutto la giornata, bella e piena di sole, si presentava bene ed il piccolo imprevisto, oramai alle spalle, non avrebbe alterato il mio abituale buonumore. Eccomi in un batter d'occhio di fronte al display degli arrivi alla ricerca del volo 718 in evidenza allla quarta riga con una piccola discrepanza tra l'orario previsto e quello effettivo di ben due ore. Immediatamente, forte del mio cervello belga, ho realizzato che si sarebbero fatte le 10,30 e di sicuro sarei arrivato all'eur verso la mezza. Ecco, ammetto che il mio solito ottimismo cominciava a vacillare e per ammazzare il tempo ho tirato fuori un calendarietto, sempre buono per la bisogna, onde coinvolgere tutti i santi dal primo all'ultimo dimostrando, a me stesso e a chi lo conosce, che il bidello Magnotta, noto bestemmiatore via internet, paragonato alla mia performance è un mero dilettante. Troppo tardi, in quella sala gremita di gente stipata come sardine, si discuteva animatamente dei mancati finanziamenti all'editoria;argomento peraltro interessante ma oramai ero tutto intento a cercare lo stand in cui trovare il libro "Prestami una vita" con scarsi risultati a causa delle indicazioni contraddittorie da parte del personale preposto all'accoglimento in mezzo ad un mare di libri. Ma siccome sono ostinato mi sono subito messo alla ricerca come un cane da tartufo non senza difficoltà e con il timore di fare un buco nell'acqua ma alla fine, con la collaborazione fattiva di una gentile signorina, la mia caparbietà è stata premiata e sotto l'indicazione "Edizione Rebus" ho riconosciuto la copertina del libro di Gianni negli ultimi tre volumi rimasti in esposizione sullo scaffale al pianterreno. Certo con il rammarico per non essere riuscito a farmi autografare il testo dall'autore medesimo come avrei desiderato ma con la gioia e la soddisfazione di aver mantenuto la parola nonostante gli inconvenienti lamentati. D'altro canto mi ricordo che circa 60 anni fa, durante il rito del battesimo, il mio italiano e potenziale cervelletto, prima che diventasse definitivamente belga, mi suggeriva: dai, frigna, frigna e fatte chiamà Fortunello ch'è mejo! Ma ch'è corpa mia se m'hanno chiamato Enzo?
Adesso tralasciamo altri inconvenienti sulla strada del ritorno che ho per fortuna già rimosso ed eccomi, in quel del palazzo dei congressi, nella sala Corallo, alla ricerca dei volti di Piero e di Gianni per portare, come da promessa, i saluti miei personali nonchè quelli di Annarita e Mauro.

Ricevo questa segnalazione dalla prof.ssa Annarita e la riporto, nè più nè meno, da come è stata pubblicata nel suo blog, sul web 2.o and something else, a questo indirizzo.
"PRESTAMI UNA VITA" - ROMA 7 dic 08 - "Più Libri Più Liberi"
"Più Libri Più Liberi"
Roma, PALAEUR
domenica 7 dicembre '08
ore 10.00
Sala Corallo
a cura di Edizionirebus