Storielle semiserie di un vero fracchia: casa, ufficio etc. etc. poe'sie sensa senso, robba del paese nostro tanto pe' canta'.
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Il mondo è piccolissimo.
Ci si conosce in internet senza supporre di vivere praticamente a soli 500 metri di distanza. Finalmente ci siamo visti davanti al baretto come da accordi per le vie brevi, presi precedentemente mediante scambio di messaggini splinderiani. Una cozza incredibile, di una bruttezza orripilante. Quando l’ho vista mi ha preso un colpo e mi sono dovuto trattenere dal suggerire una decente plastica facciale per porre rimedio a quello scempio. Non tanto per mere ragioni estetiche quanto per non spaventare i bambini. Ed io, che sono un anzianotto-bambino, come da auto definizione, mi sono impaurito e non sapevo più che dire. Ho tenuto un comportamento di circostanza per tutto il tempo trascorso insieme pensando continuamente a come aveva avuto l’ardire di uscire con un tipo come me, alto, bello, biondo, con gli occhi celesti ed un fisico che definire erculeo può sembrare un piccolo eufemismo. Ma che strano, sapevo che le femmine , native di Anticoli Corrado, hanno la nomea di donne bellissime e corteggiatissime e proprio a me doveva capitare di imbattermi nell’unica che costituisce l’eccezione alla regola? Vi avverto qualora provate a connettervi con lei con msn o skype che la web-cam si rifiuta di riprenderla. Esce un messaggio strano da dove si deduce l’impossibilità dell’operazione a causa della bruttezza del soggetto in questione che generalmente genera un crash generale all’hardware nonché al software del sistema operativo. Però, che carina (oddio, si fa per dire), mi ha portato un libro concernente il museo di Anticoli Corrado che sicuramente andrò a visitare alla prima occasione utile. Pertanto, nonostante i problemi lamentati, mi sento in dovere di ben ringraziare per lo squisito pensiero che ho molto apprezzato riservandomi di ricambiare con un regalino per i suoi lazialetti non appena riesco a guarire da questa nasite acuta che mi ha colpito durante la stesura di questo post. Non so ma mi è cresciuto a dismisura il naso e mi sento tanto come Pinocchio nel paese dei balocchi. “fatina, fatina aiutami, ho detto una sequela di bugie, perdonami e accorciami questo naso appuntito che mi obbliga a scrivere con la testa girata per timore di cozzare sul video del mio portatile”. Grazie fatina ed ora posso dire che anche questa volta, come in altre circostanze, sono rimasto piacevolmente sorpreso nel conoscere realmente un amico di splinder che, in questo caso, corrisponde al nick di Lindadicielo come si evince meglio nella lista dei miei link.
Cara B., è stato un piacere fare la tua conoscenza, ho avuto la conferma che sei una bella persona ed una mamma meravigliosa con la quale si parla bene di tutto spaziando, tra il serio ed il faceto, dalla famiglia alla politica ed al mondo così complicato del lavoro. Ti ringrazio anche per avermi esortato a continuare questa esperienza di splinder nonostante le titubanze/perplessità degli ultimi tempi. Che vuoi, dopo sei anni, comincio ad essere un po’ stanco ed avrei voglia di chiudere il negozio. Ma fino a che mi imbatterò in persone come te e come tante altre credo proprio che continuerò nell’esperienza sempre che ci si accontenti di quello che passa il convento hahahahaahahahah!!!!
Ho bisogno di aiuto! Non nel senso psicologico, perché avrebbero dovuto pensarci quando ero piccolo, oramai a 60 anni i giochi sono fatti e sarebbe molto difficile cambiare il proprio abito mentale, giusto o sbagliato che sia. Nondimeno desidero fortemente un aiuto per capire meglio quello che sento ogni qual volta vedo quel signore di Arcore pontificare su tutte le televisioni e su tutti i telegiornali accusando i giudici comunisti che ce l’hanno con lui. Ma mi domando se è mai possibile che tutte le volte, e cominciano ad essere tante, che commette dei reati non vuole essere giudicato? Il giudice del caso Mills ha già presieduto altri processi contro esponenti del pdl e non ha condannato, ha assolto per insufficienza di prove o perché i fatti non sussistevano. Se fosse stato prevenuto non si sarebbe lasciato sfuggire le
occasioni precedenti. Alla luce degli ultimi avvenimenti mi riesce difficile comprendere tutto il consenso che il nostro presidente del consiglio riceve nonostante le sue quotidiane vicissitudini. Non sarà un criminale, come peraltro viene descritto nei libri di Travaglio e Gomez, ma sta sempre in mezzo ad un mare di guai. E noi vogliamo lasciare il paese a questo signore? Ma, vivaddio, un po’ di buonsenso non guasterebbe. Non so spiegarmi meglio e suppongo che noi italiani siamo talmente campalinisti che preferiamo votare totò Riina piuttosto che far vincere gli avversari. E questo è sbagliato perché personalmente, pur essendo schierato dall’altra parte, non potrei mai votare un personaggio del genere anche se militasse nel mio partito ed anche se riuscisse, con i suoi mezzi, a farmi vincere le elezioni. No, non sarebbe possibile, non voterei mai un soggetto del genere perché lo considero come la peggior calamità che sia capitata a questo disastrato paese. Ritengo di essere un democratico convinto e riesco a rispettare qualsivoglia punto di vista per quanto lontano dal mio ma, fin da quando ero bambino, non mi sono mai piaciuti i dritti e i furbi. E quel signore ha tirato troppo la corda, sta esagerando con le sue invettive paradossali e assurde per giustificare il suo operato che vorrei ricordare per sommi capi:
1) E’ entrato in politica dopo che erano partite le indagini sulle sue società per acquisire l’immunità parlamentare ed evitare il carcere, lo stesso carcere che vale per tutti gli altri cittadini comuni.
2) Si è presentato come il nuovo mentre è sempre stato uno degli antesignani della prima repubblica dove ha sguazzato nel mare magnum di un sistema fondato sulla corruzione e sulle mazzette.
3) Negli anni che ha governato si è fatto le leggi ad personam, mentre il paese che avrebbe bisogno di riforme serie e mirate, è rimasto fermo e ancorato al vecchio sistema dei partiti e della casta.
4) Dopo aver fatto il lavoro più sporco nella vecchia legislatura ha rivinto le elezioni politiche con una campagna demagogica basata sulla paura alimentata dai suoi personali mass media, togliendo l’ici anche a chi avrebbe potuto pagarla senza grossi problemi andando a toccare la pancia, sempre ingorda della gente, fregandosene dei problemi che sarebbero sorti a livello locale.
5) Ha sfruttato il sentimento del nazionalismo, sempre molto forte degli italiani, per fare campagna elettorale sulla questione Alitalia con il risultato di far accollare i debiti al paese invece che ad una compagnia del settore quale Air France.
Basta, non voglio elencare tutte le particolari fattispecie ben descritte nei libri di Travaglio altrimenti non ne usciamo più e non posso fare a meno dal considerare come mai, se i fatti raccontati non fossero veritieri, non partono le querele contro l’allievo di Montanelli? Forse perché i libri vengono letti da poche persone mentre la maggioranza segue i telegiornali, privati e di stato, condotti oramai da suoi servi personali che hanno perso completamente il senso della loro deontologia professionale rifiutandosi, per mera piaggeria e per interesse, di riferire avvenimenti acclarati che meriterebbero una più vasta eco su tutti i mass media nazionali. Ed allora se i fatti ascritti sono reali come diavolo fa la gente a dargli tutto questo consenso? Voglio capire se siamo stupidi, lecchini o peggio ancora imbroglioni perché affascinati dal modello che considero diseducativo sotto tutti i punti di vista.
E mi chiedo anche come facciano i suoi alleati a difenderlo così a spada tratta perché una vera destra, democratica e meritocratica, non si merita un leader di questa pasta che cozza contro i principi minimali di un serio e reale liberismo. Voglio dire che perdere da Fini (e chi l’avrebbe mai detto?) è accettabile e rientra in un discorso democratico ma quell’avventuriero, con tutto il suo ciarpame e i suoi avvocati, proprio no.
Nb. Le stesse considerazioni valgono per tutte le persone che sono in conflitto di interessi a prescindere dal partito di appartenenza, nel senso che non faccio sconti a nessuno e non mi sono sposato nessuna ideologia perché ho lavorato in amministrazioni governate da forze di centro sinistra dove lo spartito era lo stesso ed il degrado si avvertiva dalla prima all’ultima delle delibere redatte e servite alla mercè di veri farabutti, gente senza scrupoli messa al posto giusto al momento giusto, senza arte né parte, solamente per mantenere un sistema che ha praticamente impoverito e derubato il paese. Gentaccia che ride degli ideali e dei gonzi che ci credono per seguire pedissequamente le direttive dei partiti che litigano sulle ideologie creando confusione e sconcerto negli elettori come me che non sono sempre in grado di capire bene la politica ed i suoi comandamenti.
E a chi, per propri convincimenti o idee, tutte legittime secondo me, non fosse d’accordo con quanto detto perché dalle critiche nasce un effetto boomerang , voglio rispondere che mi interessa dire sempre e comunque la verità, costi quel che costi. Perderò le elezioni, pazienza ma non sarò mai complice di chi in qualsiasi altro paese normale dell’occidente sarebbe saltato da un pezzo. La mia coscienza non me lo consente.
lanostramatematica.splinder.com/post/20536569/Carnevale+Della+Matematica++13
Per chi volesse seguire, magari solo per curiosità, ecco l'indicazione precisa relativa al post per il carnevale della matematica ospitato, questa volta, nel blog di Annarita, alias Nereide1. Ho appena letto il post e devo ammettere di essere rimasto piacevolmente sorpreso dall'adesione di molti addetti ai lavori che si sono sbizzarriti spaziando da un argomento all'altro sempre con molta professionalità e competenza. C'è anche il mio, anche se si tratta di copia-incolla dal libro di Vacca, perchè so poca matematica per poter affrontare con le mie forze una discussione in materia. L'ho fatto per il gusto di partecipare e per seguire l'invito della prof. Ruberto Annarita che, oramai, considero una vecchia amica di splinder con la quale è interessante interagire di volta in volta con quello che propone con i suoi "matematicamente" e "scientificando" ed altri ai quali si può accedere attraverso i link del blog in premessa meglio evidenziato.
Complimenti a te, cara prof, ai tuoi colleghi, a Mauro e a tanti altri che hanno contribuito alla riuscita di questa interessante iniziativa e, perchè no, complimenti anche a me per la curiosità che mi spinge a guardare anche oltre il piccolo orizzonte delle mie conoscenze. Questo post è dedicato a te, cara prof, per alimentare di giorno in giorno la mia sete di conoscenza per una materia che ritengo affascinante e che non smette mai di stupirmi.
Con affetto e stima, Enzo.
Apprendo dal blog di Stefano Massa l'ennesima sparata della lega che mi ha lasciato incredulo e perplesso. A sera ho constatato la notizia su repubblica e mi sono indignato. Ma come si fa a ragionare in questo modo? Possibile si arrivi al punto di voler assegnare i posti sulla metro esclusivamente ai residenti? Ma come, se vengo al nord, io che sono romano, devo stare in piedi per forza? Va bene che roma è ladrona ma io non ho mai rubato neppure 5 lire e comincio a farmi vecchio nello stesso modo dei cittadini padani. Che delusione questa lega, mi meraviglio che tanti operai concedano un largo consenso a questa organizzazione parafascista. Nei primi tempi ricordo che i Bossi e i Polverini parlavano di antifascismo come di un valore imprescindibile ed ora mi devo sorbire i consigli di Borghezio che suggerisce come infiltrarsi nei movimenti apparentemente democratici pur mantenendo una fede di destra così accesa e così subdola che sinceramente mi spaventa. Quà non stiamo più parlando di una destra democratica e liberale ma di movimenti pericolosi che copiano il metodo per accaparrarsi il potere stile p2. Ma come si fa ad essere così idioti? Ho grande rispetto per gli avversari proprio per convinzione democratica ma ammetto che la stupidità mi spaventa più della cattiveria. Da un mascalzone mi posso anche difendere ma da un cretino che ti sorprende all'improvviso non esiste difesa perchè non si sa mai da quale cilindro farà uscire il coniglio. Mi auguro che alla luce di queste ultime esternazioni possa scemare il consenso ed il credito conferito alla lega, nata e cresciuta, approfittando del vuoto politico e della crisi dei partiti di questi ultimi anni. Sono convinto altresì che i leghisti sanno bene la storia di quel signore che si definisce un liberale ma lo sopportano esclusivamente per raggiungere un serio decentramento contabile-amministrativo in grado di portare benefici a tutto il paese. Non essendo un esperto nutro dei dubbi perchè ritengo tutti i sistemi, centrali o decentrati, fallaci e giusti nello stesso tempo a causa della variabile principale che influenza tutta la questione: gli uomini. Si, uomini con le palle, preparati ed onesti in grado di risolvere i problemi della collettività senza farsi influenzare dalle lobbies o dai poteri che sfuggono alla percezione comune e che siano capaci di mettere al primo posto gli ideali, abiurando le ideologie, e guardare ai bisogni concreti e reali di tutte le componenti senza scontro sociale ma con la lungimiranza ed il buon senso del'avveduto padre di famiglia. vorrei anche precisare, andando alla conclusione, che ultimamente non avrei voglia di discutere di politica ma, vivaddio, questi mi tirano per i capelli e non posso fare a meno di biasimarli e di redarguirli come meritano per essere superficiali e fuori dal tempo. Rammento che questo tipo di provvedimenti è stato abolito perfino negli stati fortemente razzisti come il sud africa dell'apartheid e che il carroccio stia diventando l'ennesimo carrozzone come se non bastassero quelli che già teniamo.
Tè capì, lumbard? (non so se ho scritto giusto ma il senso si capisce lo stesso, no?)
Napoli. Rione popolare.
L’edicola di Don Gennaro è un punto di riferimento per tutti, nella piazza, tanto è grande e stipata di oggetti, e ricca di folclore: bandiere d’Italia, bandiere del Napoli ai tempi di Diego, giochini, souvenir, caramelle, bevande, acqua fresca, sigarette, accendini...
Don Gennaro sta lì da tanti anni, oramai. E conosce per bene tutti i suoi clienti. E di tutti conosce i vizi e le virtù.
Tranne di uno. Un signore un po’ strano che ogni giorno puntuale (ormai da un po’ di tempo) si presenta da lui e gli chiede “Il Mattino, la Repubblica e Il sole 24ore”.
Si tratta di un tipo sulla quarantina… no... sulla cinquantina, più probabilmente, che arriva su una macchina aperta, di colore grigio, e ha un aspetto curioso, vagamente sciatto e insieme distinto.
Don Gennaro non riesce a inquadrarlo. Certo non è un mariuolo. Ma non sembra un dottore e neanche un avvocato. Qualcosa gli dice che non è un operaio. Ma neanche un impiegato. ... Forse un giornalista ? Chissà...
Don Gennaro è curioso, ma non dice niente per non far vedere...
Finché arriva il giorno in cui non resiste e, dopo l’ennesima consegna di giornali, gadgets, e resto, guarda l’uomo e gli fa: “Scusate, dotto’ ...” “Ditemi...”
“Vedete dotto’, io faccio il giornalaio che sono tanti anni, e qui conosco tutti, ma a voi non vi ho mai visto e...”
“In effetti è da poco che abito qui”
“Ecco. Precisamente. E allora mi chiedevo. Volevo sapere: che ci fa un tipo come voi, voglio dire, distinto, perbene, in un posto così ????”
“Mi piace questo posto. E’ una zona ricca di storia e cultura. E poi lavoro qui. Qui vicino”
“E infatti pensavo che lavoravate qua attorno. E scusate dotto’, se non sono indiscreto, dove lavorate ????”
“All’Università. Sono professore di Filosofia e Logica”
“Mannaccia” esclama tra sè don Gennaro, come a dire... era facile, in fondo, Università...
Ma poi si riprende e - ancora più curioso – “...scusate, prufesso’....” “Dite”
“Ecco, prufesso’, io la filosofia ne ho sentito parlare, bene o male Platone, Aristotele, Kant, pure De Crescenzo, ma ... aggiate pacienza, prufesso’, ma ‘sta logica che è ? ? ?”
“Ah. Voi volete sapere......”
“si io vorrei sapere...”
“Dunque, amico caro, il ‘logos’, in greco, è il verbo, la parola. E la logica è l’arte, la nobile arte di combinare tra sè le parole spiegandone i collegamenti”.
Don Gennaro lo guarda interdetto, non avendo compreso.
“La vedo perplesso, caro amico mio.... Mi spiegherò meglio, con un breve esempio. Dunque dunque... Lei possiede un acquario ?”
“veramente sì, prufesso’, è una vecchia passione di papà bonanima che...”
“Ecco” - interrompe il prof. – “Per cui, se possiede un acquario, lei sarà un amante dei pesci”
“e si capisce, prufesso’”
“Pertanto, amando lei i pesci, che sono animali, si può pure dire che lei ama gli animali, è così?”
“certamente!”
“Perfetto. E mi dica, mio caro, non è forse vero che l’uomo, il quale notoriamente discende dalle scimmie, è anch’egli un animale ???”
“è naturale, prufesso’!”
“Dal che si deduce che lei ama l’uomo. E la donna cos’è, se non espressione del genere umano, una costola d’uomo, l’altra faccia del cielo???? Voglio dire, a lei piacciono gli uomini e DUNQUE anche le donne, è così???”
Gennaro, punto sul vivo, tiene a evidenziare quest’ultimo concetto “e nientedimeno prufesso’.... je quanno veco nà femmina, cù rispetto parlann, nun capisc ‘cchiù niente! me sento nà cosa int’o core, ‘INT’ E VVENE!!! cù ttutto ca tengo n’età, prufesso’, e co i primi disturbi del tempo che avanza...”
“Perfetto. Come vede, mio caro, da una cosa banale come l’acquario io sono arrivato a farle confessare il suo amore per le donne. ECCO LA POTENZA E L’IMPATTO VITALE DELLA LOGICA!!!!”
Gennaro è allibito.
Ha compreso. O se non ha compreso è rimasto comunque rapito da tutto il discorso.
Ringrazia e saluta calorosamente il caro professore.
A tutta questa scena ha assistito, non visto, Giggino ‘o macellaro, commerciante al dettaglio che ha il negozio di fronte.
Curioso come Don Gennaro, rimane tuttavia un po’ indeciso sul chiedere o meno, per non dare troppa soddisfazione all’amico.
Tuttavia il giorno seguente, con la scusa di prendere il caffè, introduce il discorso...
“Genna’, ‘na domanda... ma ajere ammatina t’agge visto parla’ cu chillu tizie ‘nu poco curiuse ca vene tutte ‘e juorne...?”
“Ah, m’haje visto, eh???”
“Eh, si, t’agge visto. Ma chille, chi è???”
“Che vuoi che ti dica, Giggì... chill’ è ‘nu prufessore, ‘nu prufessorone... pensa, insegna Filosofia e Logica...”
“a faccia do cazz’ Genna’....!!!” esclama allibito Giggino.
Poi, un poco perplesso, si rivolge all’amico e gli fa: “siente ‘nu poche Genna’... ma io la filosofia... ne ho sentito parlare... Platone, Aristotele, Marx... ma la logica, scuse, che d’è ?”
Gennaro lo guarda, con aria di sufficienza, e gli fa: “eh, Giggi’ ‘a loggica... Tu che può capi’ ... tu ‘o tiene n’acquario???”
“veramente… no”
“E allora SI’ RICCHIONE!!!!”
Grazie, Alfredo, per questa e-mail.