Berluscounter!

storia di un impiegato

Storielle semiserie di un vero fracchia: casa, ufficio etc. etc. poe'sie sensa senso, robba del paese nostro tanto pe' canta'.

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Utente: ozne
Nome: Enzo cristiani
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14/07/2009

Postato da: ozne a 22:28 | link | commenti (89) |

12/07/2009

PIAZZA MOSCA, ORE 21,15, TUTTE LE SERE UNO SPETTACOLO TEATRALE PER TUTTI, ADULTI E BAMBINI.

Ieri sera sono stato in piazza, zona montecucco, trullo, per assistere a uno spettacolo dedicato a Giorgio Gaber. I pezzi proposti vanno riferiti alla sua enorme produzione con particolare riguardo a quelle performance che duravano anche tre anni, sulla falsariga di "Far finta di essere sani, tanto per intenderci. Sono rimasto molto soddisfatto perchè le canzoni, tutte conosciute al primo accenno di accordo, mi hanno emozionato molto e mi hanno riportato indietro nel tempo, quando ero un ragazzo e me ne andavo al Trianon, un vecchio teatro, considerato minore e meno all'avanguardia, poichè i grandi palcoscenici erano proibiti per un cantante che apparteneva all'area di sinistra. Una censura vera e propria come quella che gli ha impedito di passare in televisione più di quello che meritava per il gradimento di una vasta fetta di pubblico.

Ma anche la sua appartenenza a questo o quell'altro partito, nonostante le dispute post mortem per accaparrarsene il pensiero, è stata messa più volte in discussione. Tra tanti punti di vista differenti è prevalsa infine la convinzione che si è trattato, nel suo caso specifico, di uno spirito libero che ha cricato e condannato i difetti della società dell'epoca senza limitarsi alla politica come erroneamente viene interpretato bensì anche a quegli aspetti sociologici e più generali della collettività consumistica del tempo. Diciamo che per certi versi è stato un vero precursore e chissà quanto altro avrebbe avuto da dire se non fosse stato colpito da un male incurabile che lo ha inesorabilmente ucciso nell'arco di pochi mesi.

Un percorso in discesa per giorgio gaber che fu ritenuto anche il primo ad introdurre il rock nella musica leggera italiana con il disco, ve lo ricordate, Ciao ti dirò , cantato anche da adriano celentano. E dopo questi che tanti considerano peccati giovanili, ma non sono dello stesso parere, Gaber ha iniziato un'altra carriera mirata agli spettacoli teatrali dove vicino a delle musiche stupende associava dei testi attraverso i quali molti si riconoscevano per pregi e difetti. E si, considerarlo solamente un cantante è piuttosto riduttivo e limitativo perchè è stato un grande attore teatrale che possedeva i ritmi ed i tempi giusti per quel genere di spettacoli, sostenuto peraltro da una maschera facciale incredibile attraverso la quale, con i suoi ammiccamenti, smorfie e quant'altro, raggiungeva i cuori e le menti degli ascoltatori.

Complimenti quindi a Pino Cormani ed alla Cilindro jazz band per essersi proposti con le capacità professionali ed il piglio giusto necessari per affrontare un revivol di pezzi che non sono facili da cantare, suonare e recitare se non dietro tanto ma tanto ed indefesso lavoro.

Stasera torno sul luogo del delitto ad ascoltare le canzoni romane cantate da Serena D'ercole che annovero, al momento, come una tra le migliori interpreti della musica di tradizione romana.

E sabato prossimo, stessa piazza, stessa ora, assisterò al vecchio avanspettacolo con poesie, gag e stornelli a dispetto in cui ci sarà la partecipazione di mia figlia Alessia alla quale auguro, come sempre, in culo alla balena.

p.s. ringrazio Lindadicielo ed i suoi amici per essere stati così gentili a vedere lo spettacolo "I sette re di roma". Grazie Barbara.

Postato da: ozne a 11:06 | link | commenti (20) |

09/07/2009

 

 

 

 

 

Ecco, per gli amici, tanto per dare senso all'acquisto di un piccolo e non professionale mixer con il quale mi diverto sfruttando il registratore di windows ed un programmino Karaoke, lo stesso che usiamo in montagna quando ci divertiamo insieme al campeggio. Si prega di avvertire qualora qualcuno, dopo l'ascolto, senta il bisogno di sputarmi in faccia a mezzo adsl perchè metto l'occhio vicino alla cornetta per facilitare l'operazione hahahahahahahahahah!!!!!!!

p.s. la prima canzone è di De Andrè e la seconda di Adamo, cantante conosciuto solamente dai meno giovani. Ve lo ricordate? A me ricorda le prime feste da ballo quando ero un pischelletto di 12 o 13 anni nei lontani 1962/63. Spero inoltre di trasmettere la stessa emozione che proviamo in campeggio dopo il terzo bicchiere di buon vino allorquando ci sentiamo tutti dei novelli Pavarotti e non siamo più in grado di distinguere tra un vero cantante ed un azzeccagarbugli la cui vera e prima esperienza fu quella di cantare, illo tempore, alla polizia. Buon blogging a tutti gli amici.

Postato da: ozne a 17:53 | link | commenti (20) |

08/07/2009

sardone 007

Ecco il club di tennis più divertente di Cerenova costantica dove convivono tanti giocatori abbastanza variegati: c'è il gruppo degli ultracentenari (sono i migliori, quelli che fisicamente danno una pista ai sessantenni), segue quello degli infartati, tra cui mi posso annoverare con cognizione di causa, poi gli sciancati, i perennementi rotti e quelli in procinto di rompersi perchè, ahinoi, tutti fisiologicamente sopra gli anta. Ovviamente siamo anche convinti di essere bravissimi senza considerare che, in quanto autodidatti, teniamo la racchetta come una zappa e giochiamo con la stessa attitudine e abnegazione che ci mettono i maiali quando tentano di scrivere con la penna stilografica. E si perchè essendo degli N.C. (non classificati per i non addetti) abbiamo tanti difetti: chi ha il dritto manca nel rovescio e viceversa; chi possiede tutte e due i colpi corre poco e chi ha la fortuna di avere sia il dritto che il rovescio ed anche una non indifferente preparazione fisica generalmente è stupido e a volte perfino stronzo. C'è, visto i presupposti, un generale livellamento e proprio per questo ci divertiamo molto nelle nostre sfide all'insegna dello sfottò che resta un requisito fondamentale per un sano e salutare divertimento. Ricordo ancora un caro amico, maestro di musica, che rinunciava alla sua magnifica vacanza in sardegna per giocare con noi e mi sembra ancora di sentire le sue parole mentre sorseggiavamo un bell'aperitivo dopo la rituale partitella: Enzo, mi devi credere, preferisco restare a cerenova perchè mi diverto troppo a giocare con voi, un bel gruppo dove l'amicizia supera le perplessità sulle rispettive capacità agonistiche e tecniche senza stupidi snobismi tipici di tante altre differenti realtà. Ed io: si, caro daniele, ma non credere che sia tutt'oro quello che luccica! Come? In che senso? Non capisco? Ed io ancora: bene, devi sapere che noi siamo così affiatati perchè siamo un gruppo di culattoni che ci scambiamo i favori l'un con l'altro e prossimamente stai pronto perchè presto verrà anche il tuo turno e dovrai pagare il prezzo per la nostra abituale ma calcolata gentilezza.

Il tempo di uno scarsissimo nanosecondo di imbarazzo necessario per afferrare la battuta scherzosa e subito una fragorosa risata collettiva scoppiata spontanea allorquando daniele esclama: no, no, allora me ne vado in sardegna mentre l'aperol gli usciva perfino dal naso colpito a morte, ma divertito, da quelle parole impertinenti, pesanti ma efficaci considerando la reazione scatenata in  questo carissimo amico. E le cene del 1° settembre? Indimenticabili. Il gestore ci metteva a disposizione il club tutto il giorno organizzando il solito doppio giallo con il beneficio della piscina per ammazzare le pause tra una partita e l'altra. Insomma una giornata meravigliosa dove ci facevamo una scorpacciata di tennis dalla mattina fino alla sera con grande mangiata e bevuta finale. Spesso appariva come per incanto anche una vecchia chitarra che ci addolciva la tristezza per la fine di una giornata così bella dove ognuno alimentava e nutriva quel puer pascoliano che tutti abbiamo dentro e che tanti si dimenticano di avere. Ebbene si, molti con l'andare degli anni e con il crescere delle preoccupazioni e delle responsabilità, tendono a mortificare quel fanciullino ma non noi ed io in particolare affetto, come sono, fin dalla nascita, dalla cosiddetta sindrome di peter pan per la quale non esistono medicine valide in commercio. E qualora qualche eccentrico ricercatore scoprisse la molecola per guarire da questa malattia state certi che non ne usufruirò mai perchè voglio restare così, anzianotto-bambino come da autoreferenziale definizione di questa sottospecie di blog. ahahahahah!! E rido, ma che ciavrò da ride, boh!

Postato da: ozne a 02:46 | link | commenti (20) |