Storielle semiserie di un vero fracchia: casa, ufficio etc. etc. poe'sie sensa senso, robba del paese nostro tanto pe' canta'.
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Questa è la parte sn. della baracchetta dove ci pioveva dentro:

queste foto sono sempre della parte sn. ma dopo la costruzione della tettoietta di cui al precedente post:

Ecco, quà ci vorrei ritornare con gli amici-bloggers ed organizzare un bel pranzo. Mi occuperei personalmente della brace e la cucina, per gli assaggini di pasta, la lascio invece volentieri a Flavio come da accordi non troppo lontani. La scelta dei vini ovviamente allo chef-Marco. Che ne dite? Se po' fa'?
Erravamo due amici rommani, io e Pilino Puddu, cantavamo sempre "cassetta de trastevere".
Ecco, tra le tante battute, questa l'ho appresa dal mio amico Roberto, il sardo vero, con il quale mi scontravo tutte le sere a tresette o a biliardo o perfino al vecchio calcio-balilla, ogni scusa era buona per giocare e cazzeggiare alla meno peggio. E la frase in premessa citata è stata un punto fermo per tutta la vacanza e non c'era serata in cui non la ribadivamo ma l'episodio che più mi ha colpito è stato raccontato dalla famiglia di amici napoletani: Si dice che l'anno in cui il Napoli vinse lo scudetto la città impazzì in grandi manifestazioni folcloristiche ed i napoletani ne combinarono di tutti i colori. Pensate che un gruppo di buontemponi andò a manifestare la sua gioia perfino davanti al cimitero comunale esibendo uno striscione con sopra scritto....che ve siete piersi!!!!! hahahahahahahahahahahah!!! Ho riso per un quarto d'ora ed ho apprezzato molto l'arguzia, l'intelligenza e l'ironia che trapelava da quella sconcertante ed esilarante sortita.
Il mese in montagna è trascorso così, tra facezie e belle mangiate e bevute, dividendo la tavola, ora con tizio ora con sempronio, assaggiando le specialità proposte di volta in volta dai variegati compagni di merende.
E, la mattina, bellissime passeggiate. A parte quella volta che, a mezzogiorno, ho visto i cinghiali a 60-70 metri di distanza e mi sono spaventato tanto che volevo salire sopra un albero mentre gli amici, beati e tranquilli, mi sfottevano per la mia esagerata reazione.
E, ovviamente, non mi sono lasciato scappare la partitella a tennis e sono stato anche tentato dal provare una piccola escursione a cavallo sollecitato dai miei più stretti vicini. A proposito di vicini ho approfondito l'amicizia con Bruno, un chirurgo-cardiologo, anche lui in pensione che mi ha aiutato nella predisposizione di altri due lettini di emergenza costruiti con le doghette e qualche muraletto. Ho imparato ad usare l'avvitatore, a riconoscere le viti da legno, ad usare il seghetto alternativo ed altri aggeggi strani di cui ignoravo l'esistenza. Una bella esperienza per una frana come me. Sia ben chiaro me la sono cavata meglio di quanto pensassi poichè gli amici mi hanno promosso da semplice manovale a vero assistente per meriti acquisiti sul campo. E le risate per gli sfottò dei miei amici che mi apostrofavano così: Ma come è possibile? Noi ci abbiamo messo 10 anni per prendere confidenza con il dottor Bruno, noto anche per la sua sobrietà e riservatezza, ed Enzo, appena arrivato lo mette sotto a lavorare e sembrano amici da una vita? E già, perchè prima la mia baracchetta insisteva in altra zona del campeggio, ma l'ho venduta per farne una più grande dove ho potuto ospitare anche i nonnini e dove ci sono più comodità. Le battutacce sono proseguite per tutta la settimana di lavoro durante la quale abbiamo costruito una tettoia con le tegole canadesi sulla parte più esposta alle intemperie che è venuta un capolavoro. L'unico problema derivante da questa esperienza "do it your-self" da falegname che mi ha un pò preoccupato è stata la mia totale devozione agli strumenti di lavoro usati. E si, perchè, a tavola, tagliavo il pane con il seghetto alternativo, la carne con il taglierino misurando i piatti, dal dolce all'insalata, con il metro tascabile sempre pronto per eventuali lavoretti. Mah! credo proprio di aver esagerato e di aver fatto un po' di confusione; del resto che vi aspettavate da un ragionier Fracchia la cui manualità e propensione al bricolage è pari a quella di un tricheco con evidenti problemi di diarrea?
P.s. Sia ben chiaro non sono ancora in grado di fare il falegname ma una settimana dietro il chirurgo mi è servita e, volendo, mi potrei esibire quantomeno in una appendicite, senza l'impegnativa di ricovero del nostro S.S.N., mi sembra ovvio.
Eccomi di ritorno da una lunga vacanza, ho letto i commenti che ho apprezzato molto ed ho deciso di fare una eccezione nel rispondere mediante questo post contravvenendo l'abitudine di ribadire ad ognuno di volta in volta. Un abbraccio a tutti con simpatia ed amicizia, stasera prometto di fare un giretto presso i vostri blog per recuperare il mese di latitanza, lontano da televisione e pc come da intenti prima di questo favoloso e rigenerante periodo di riposo in quel di Livata.
Enzo