Storielle semiserie di un vero fracchia: casa, ufficio etc. etc. poe'sie sensa senso, robba del paese nostro tanto pe' canta'.
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"La prosopopea del numero 1" per il carnevale della matematica del 20/12/2009 ospitato nel blog "Matematicamente" di Annarita. Intanto, non senza una buona dose di scaltrezza e di furbizia, preparava cartelloni pubblicitari da esporre vicino a tutte le lavagne per convincere i numeri di passaggio che le sue tesi erano giuste e sacrosante; poi iniziò, tanto per ingarbugliare la matassa già di per sè aggrovigliata e compromessa, a correggere i testi di matematica convertendo le formule, riscrivendo le regole, offrendo nuovi spunti sostenendo altresì che lo sfruttamento ingiusto da parte degli uomini sui numeri medesimi sarebbe ben presto terminato. Fece una vera rivoluzione copernicana, inventò la somma ad libitum e ne fece appositi esempi: Quanto fa 100 euro + 50 euro? Dipende, se li devi dare o se li devi ricevere. Nel primo caso, anzi nell'uno caso, fa 30 e nel secondo caso, anzi due, fa 5.000. Figuriamoci la felicità degli ignari numeretti che nella loro ingenuità immaginavano finalmente di uscire dal gioco delle parti assegnato da madre natura per confondere le menti creando artificiosamente difficoltà e discrepanze in tutte le attività del genere umano. Non a caso tutte le calcolatrici cominciarono a fare capricci e dare risultati inaffidabili, seguitarono i computer, i telefonini ed a ruota si ribellarono tutte quelle macchine più o meno sofisticate che ripudiarono il vecchio sistema binario attraverso il quale erano state programmate rispondendo in modo convulso ed erroneo a qualsiasi imput esterno . Una confusione indicibile dove i numeri si sentivano protagonisti nella campagna organizzata dall'uno, anzi da primo che intanto si congolava nelle sue schizofreniche tesi ben conscio di aver raggirato tutti i suoi compari convincendoli della sua superiorità e capacità solo per suoi interessi particolari di piazzista da 4 soldi o di 4° grado. Ma a lungo andare Il 38 ed il 49 ed un altro gruppo sparuto di sovversivi, intuendo il degrado a cui si andava incontro, si stancarono delle sue idee bislacche e manifestarono un velato dissenso rammentando di quanto era bello giocare insieme ai bambini a scuola e che, entrare in punta di piedi nei compiti dei ragazzi, era tuttora divertente e stimolante perfino con coloro i quali avevano poco dimestichezza con mamma matematica come me. Ma subito ci fu sui giornali conservatori una macro reazione dell'11, 31, 1001, 1000001 etc. che, soggiogati ed influenzati dalla loro vaga somiglianza al number one, contrastavano l'atteggiamento e la politica dei nostalgici dell'ordine additandoli come estremisti lontani e al di fuori del libero progresso. Nacquero movimenti d'opinione, si fecero assemblee dietro le lavagne e vinsero i sostenitori dell'uno-primo, che era stato in grado di condurre tutta la comunità verso il disordine prefissato che avrebbe portato, parole sue, la nuova felicità del secolo. L'1, che cominciava a sentirsi forte, incredulo lui stesso per tanto consenso acquisito, cominciò a tastare il polso ai suoi elettori con nuove leggi destabilizzanti ed enunciò sfrontatamente che la regola della moltiplicazione per zero o annullamento del prodotto che dir si voglia vale per tutti i sudditi ma mai per lui. Nel senso che 5.000 X 0=0; 50X0=0 ma 1x0=1 perchè il capo è sempre il capo in tutte le circostanze e non può essere mai sminuito alla stregua degli altri numeri qualunque. E venne ridimensionata perfino la divisione che oramai poteva valere solo per gli altri mentre l'uno/primo va considerato praticamente indivisibile perchè anche una piccola parte avrebbe in senso olistico il valore di uno. 1 elevato alla -10? fa 1; 1:1000=1 e così via in un delirio che avrebbe fatto rigirare nelle bare tutti i grandi matematici della storia passata e contemporanea passati a miglior vita. E, sebbene solo dio sembra essere contestualmente uno e trino, nessuno ebbe alcunchè da eccepire, del resto, nel caos in cui ora l'insieme dei numeri versava, sembrava pleonastico contestare le idee indiscusse del capo così tanto acclamato e venerato come la madonna di Lourdes. Ma il disordine imposto e la confusione voluta fu così esagerata che portò presto al collasso ed allo scontento generale tanto che il 3, l'8 ed altri iniziarono a storcere il naso e a riconsiderare giusti i dissensi del 38 e del 49 enumerando uno per uno (ops! lapsus froidiano, more solito)i danni, le mistificazioni e gli imbrogli dell'1 usurpatore che questa volta fu finalmente punito e retrocesso al valore di zero dall'insieme dei numeri relativi definiti anche, guarda caso, numeri rossi. Conseguentemente si stabilì che Il due scalasse di un posto e, per emulazione tutti i successivi presero il posto dei precedenti in una folle corsa dove tutti facevano un passetto indietro nella catena al fine di ripristinare il vecchio e tanto vituperato sistema. Tutti tornarono quindi sereni e felici ben consci che nessuno è insostituibile ed ognuno può in fondo occupare il posto dell'altro con buona volontà, buonsenso ed intelligenza mentre l'uno, diventato zero, colpito nel suo incommensurabile ego, cadde pesantemente in una profonda depressione. Allo zero, ex uno ex primo, ottimista fino all'autolesionismo, dopotutto non sembrava vero di stare ancora davanti a tutti i rossi che aveva sempre biasimato e considerato come la feccia della feccia a causa dello scarso valore che rappresentavano riacquistando almeno un pò dell' autostima persa in tutta l'intrigata vicenda. Tutto finalmente tornò, come nelle migliori favolette e come per incanto, regolare e canonico per la gioia della professoressa Annarita Ruberto che, per quanto aperta alle nuove metodologie di insegnamento, cominciava a preoccuparsi seriamente sulla validità delle sue conoscenze per colpa di un misero personaggio, quaqquaraqquà con la patente da bugiardo matricolato, che sa solo guardarsi ripetutamente nello specchio e dire parafrasando la strega di cenerentola: Specchio, specchio delle mie brame chi è il più grande di tutto il reame? p.s. Annarita, amica mia, come posso mandare questo scempio per il festival della matematica? Ci sono solo i numeri, buttati quà e là, ed una sequela di stupidaggini ed allusioni più indicate per un blog che si occupi di politica e se non si avvertono le allegorie e le allusioni a cui sono volutamente ricorso non mi resta che spararmi :):):).
Nel paese di Vattelapesca era il più piccolo e tutti lo chiamavano "uno" in senso cardinale ma lui, presuntuoso ed egocentrico, sosteneva che non era vero. La questione secondo il suo punto di vista andava riconsiderata in modo ordinale e uno in fondo stava per primo, ovvero il migliore tra tutti i numeri esistenti nell'intero universo, usurpando ed anticipando a suo piacimento e non a caso, il concetto biblico attraverso il quale, un giorno, gli ultimi saranno i primi. E convinse tutti i suoi colleghi sulla correttezza del ragionamento tanto che anche il due, di rimbalzo, pretese di chiamarsi secondo e così il tre che puntualizzava terzo e così via fino a 10 elevato al 1.000.000 e oltre che si autodefiniva appunto la decimilionoltresima cifra in un circolo vizioso dove "primus super pares" fece proseliti ed ogni plagiato smarrì il senso comune di appartenenza per sentirsi, impropriamente ed inopportunamente, meglio di quello che in realtà non fosse. Pandemia endemica e tipica, piuttosto diffusa peraltro, che a roma definiamo meglio come la sindrome der burino rifatto. La vicenda cominciò a degenerare sotto la spinta di questa pseudo cultura occulta ed ogni numero si sentì autorizzato ad offendere l'altro magnificando ed esaltando la propria superiorità anche se nella scala delle progressioni aritmetiche questa dimostrazione non ha senso basti considerare che ogni cifra è contestualmente superiore ed inferiore alle altre a prescindere dal suo posizionamento e il non rispettare questo principio elementare diventa solamente una forzatura o un mero parto di fantasia speculativa. Ma "l'uno" che si riteneva "primo" sbraitava e non accettava questa semplice e reale deduzione sfoderando tutte le arti oratorie ad hoc onde convincere la comunità che lui era il predestinato dal signore e che gli altri dovevano giocoforza riconoscere e sottostare al suo illuminato pensiero che avrebbe stravolto in senso positivo lo scorrere naturale degli avvenimenti presenti e futuri con grandi conquiste e benefici per tutti.
"Ho giocato 2 euro al winforlife..." 1)Permutazioni, 2) disposizioni, 3)combinazioni. 1)Prendiamo 5 oggetti e cerchiamo di individuare tutti i possibili modi per elencarli in un unico insieme. Il primo oggetto lo possiamo scegliere in 5 modi, il secondo in 4, il terzo in 3 e così via fino a giungere ad una e ultima volta sola. Il numero delle permutazioni è dato quindi dal prodotto di 5*4*3*2*1=120; Ovvero 5 fattoriale che si scrive 5! e che indica appunto il prodotto prima descritto il cui risultato fa sempre 120. Ecco il modo in cui potremmo, volendo, permutare 5 numeri corrisponde a 120 e fino a quà non credo ci dovrebbero essere dubbi. 2)Ora stabiliamo però che vogliamo scegliere solo le permutazioni che comprendono la scelta di tre numeri per volta. Non vogliamo più tutte le possibilità dei 5 numeri in questione ma solo quelle che si combinano a gruppi di tre numeri per volta. La formula cambia ed avremo 5!/(5-3)! calma, nessuna paura, è una simbologia apparentemente complicata ed inconsueta ma rappresenta dei calcoli semplici che perfino io sono riuscito a comprendere nel senso che se le cose stanno così i concetti sono alla portata di tutti. Bene, proseguiamo e traduciamo i fattoriali in numeri comprensibili: 5*4*3*2*1/2*1 ovvero 120/2=60 Ecco, le permutazioni di 5 elementi presi a tre a tre sono esattamente la metà ma nell'elenco ci sono ancora i doppioni nel senso che sono compresi, tanto per fare un esempio, i gruppi 543 o 345 ovvero tutti i numeri che possono essere anagrammati tra di loro e che sono formati dalle stesse cifre senza un ordine precostituito. 3)Adesso riconduciamo il tutto al discorso dei giochi ed arriviamo alle combinazioni. E' evidente che se giochiamo sulla nostra schedina al superenalotto o al winforlife i numeri 123456 non servirà giocare anche quelle colonne in cui compaiono gli stessi numeri anche se sparsi in ordine diverso. Nel senso che non ha importanza in quale ordine escono i numeri sorteggiati ed il gruppo 123456 sarà perfettamente valido anche se uscisse al contrario 654321 oppure in modo diverso 213456. La vincita sarebbe assicurata lo stesso e per constatare ricorriamo alla formula delle combinazioni dei soliti 5 elementi, presi tre per volta, escludendo i doppioni le cui cifre differiscono solo per l'ordine perchè inutili e superflui. 5!/(5-3)! * 3!=1*2*3*4*5/1*2 *1*2*3=120/12=10 Ecco, questa è la formula che serve per calcolare le combinazioni e si dovrebbe scrivere così: n!/(n-r)! * r! dove n=numero degli oggetti da permutare, nel nostro esempio 5; r=numero di classificazione dei gruppi di cifre, nel nostro esempio a tre a tre come ci eravamo prefissati. Adesso è facile basta sostituire ad n ed r i rispettivi valori a secondo del gioco ed otterremo il numero esatto delle combinazioni necessarie per vincere. Su proviamo con winforlife: i numeri da scegliere sono 20 (da 1 a 20)=n a gruppi di 10=r formula risolutiva: 20!/(20-10)! *10!=184.756 Se consideriamo il jolly come l'undicesimo numero da legare alla combinazione occorre ovviamente ricopiare tutte le 184.756 combinazioni con ognuno dei 20 numeri per ottenere il 10 + 1 necessario, credo, per vincere il massimo. Ergo basta moltiplicare 184.756 per 20 e si ottiene 3.695.120 Adesso vogliamo giocare al superenalotto? Sicuri che non vi siete stancati? Io si hahahahah!!! bene, sempre con la solita formuletta, sostituiamo i valori reali e vediamo che ne esce: 90!/(90-6)! *6! =622.614.630 dove 90 sono i numeri da permutare a gruppi di 6 per volta. Ecco, queste formule servono solo a comprendere meglio come vanno le cose perchè il modo per vincere sicuri non esiste, o forse si, se si decide di giocare due euro affidandosi alle mani benedette di S. Deredano martire.
Stamane, su indicazione di mia moglie, ho giocato 2 euro al winforlife, quel gioco sulla fattispecie del superenalotto che garantisce una rendita ventennale di euro 4.000. Dai, Enzo, che ci sono più possibilità ed è più facile vincere. Tralasciamo il fatto che quando uno stato ricorre così spesso ai giochini per autofinanziarsi (una quota parte dell'investito va ai terremotati dell'abruzzo) vuol dire che è arrivato alla frutta. Soprassediamo anche sulla regolarità dei giochini stessi dove spesso le speranze matematiche non sono eque e favoriscono lo stato rispetto agli ignari e potenziali giocatori e divertiamoci a discutere di possibilità e di combinatorica. Da semplice appassionato di matematica con il timore di essere ripreso da Mauro, Annarita o Alberto ma, considerando che questo blog è nato solo per scherzare , mi getto a capofitto sulla questione sperando di essere sufficientemente chiaro. Per approfondimenti o chiarimenti gli amici suddetti sono i più indicati.
Lei ha un bel braccio, gioca bene ma di politica non ci capisce niente. Ingenuamente ma anche provocatoriamente ho bisbigliato: e perchè? Ma per il giornale che legge, una testata che dice molte bugie, faziosa e antiberlusconiana per antonomasia. Ma veramente, mi sono permesso di dire, mi sembra che non faccia sconti nè a destra nè a sinistra, da buon liberale, Marco, allievo di Montanelli, attacca tutti coloro che in qualche modo minano le regole, che c'è di male e di sovversivo in questo atteggiamento? C'è che è stato condannato per dichiarazioni mendaci tipo Guzzardi di cui al post precedente, mi si ribadisce. Ma che cosa dite? In tanti anni è stato condannato solo una volta non per le dichiarazioni che erano assolutamente vere ma per aver pronunciato un termine in cui sarebbe stato preferibile un altro sinonimo, nel senso che ha detto frocio mentre avrebbe dovuto dire omosessuale, un qualcosa del genere, non ricordo bene e comunque niente di quello che pregiudizialmente si vuol far intendere circa la mancata deontologia professionale di un giornalista, che difendo a spada tratta, per la sua indubbia schiena dritta e per ikl suo coraggio in un mondo in cui vige la legge del venduto e del leccaculo. E certo faccio fatica a mantenere la calma mentre si attaccano delle persone che andrebbero ammirate quando, nel contempo, assisto allo spettacolo indecente in cui versa lo schieramento mediatico a cui fa capo il nostro presidente del consiglio. I vari Fede, Minzolini, Vespa, feltri e compagnia bella sono d3gli autentici servi sempre al servizio, proni e coriferi, nel magnificare le meraviglie di berlusconi sulla fattispecie di quando si è sovraesposto nella consegna della case del terremoto d'abruzzo, case costruite con i fondi del trentino alto adige e con il lavoro di molti volontari. Oppure nell'intervento risolutivo della mondezza nel napoletano, mondezza che è stata tolta dalle strade e sotterrata alla meno peggio in discariche protette dai nostri militari. Provvedimenti di facciata come del resto tutta la politica del fare poco e del molto apparire proprio come da insegnamenti di chi ha fatto della propaganda e della pubblicità, anche quella più bieca e scorretta, il suo cavallo di battaglia. A nulla è valso, durante la discussione, assicurare gli interlocutori, con cui mi sono trovato presto in minoranza, che non desidero ribaltoni contro il centrodestra e voglio solamente ripristinare una situazione più consona ad un regime che si definisce democratico bypassando però il nostro attuale presidente del consiglio con persona più opportuna e meno implicata in faccende strane che, come la metti la metti, impedisce un sano svolginmento della politica istituzionale. Fatevi un altro governo con chi vi pare ma mandate a casa quel piduista che sta alla politica come i cazzi a merenda. Ho ricevuto tanti di quei rimbrotti e contestazioni da indurmi a troncare una amichevole chiacchierata per timore che degererasse in un vero litigio. Mi sono reso conto altresì della loro perfetta buona fede che non sono riuscito neppure a scalfire tanto sono persuasi e convinti nei loro, per me assurdi, punti di vista. E questo è quanto emerge oggigiorno, il paese è letteralmente spaccato sul problema berlusconi e si perdono di vista gli altri problemi la cui soluzione resta molto difficile considerando lo scenario a cui assistiamo tuttii giorni sui mass media. Ora mi chiedo come poter uscire da questa impasse che ci allontana sempre più dalla legalità e dal vivere civile se non chiedendo aiuto anche agli elettori del PDL perchè da sola l'opposizione, questa opposizione, non ce la può fare. La situazione è incartata e complessa, non presenta sbocchi se non si ha il coraggio, tutti insieme, di mandare a casa questo signore, senza giacobinismi o inutili vendette ma si dica chiaramente a chi di dovere di tornare a fare l'mprenditore lasciando da parte la politica italiana già troppo compromessa di per sè. Nessuni ribaltone, fatevi il governo che volete scegliendo tra veri galantuomini, onesti ed integerrimi, giovani con il massimo della preparazione per avviare le riforme necessarie ad uscire da questo tunnel e tornare un paese con almeno una parvenza di normalità. Con intelligenza e buona volontà si potrà fare e si otterrà anche una grandissima collaborazione dall'opposizione tutta che non aspetta altro che questo semplice e risolutivo segnale. Ecco, non so se quello che dico sia giusto, ma la penso proprio così, da uomo della strada che si sforza di essere più obiettivo possibile. Anzi dirò di più, sono pronto anche ad andare contro le mie idee e votare dall'altra parte qualora mi rendessi conto della bontà dei provvedimenti presi in un futuro più democratico. Non mi sono sposato nessuno, mi sento un uomo (che parola grossa, ma lasciamo stare) libero e lontano dalle ideologie precostituite convinto come sono che ogni ordinamento giuridico ha i suoi lati positivi e negativi e che la vera differenza la fanno gli uomini, quelli veri con le palle in grado di restituire quel valore nobile e dignitoso che dovrebbe costituire la struttura portante di chi ci vuole rappresentare e di cui se n'è persa traccia in questa casta bipartisan che tanto confonde le coscienze. Per tutte queste ragioni mi auguro che tanta gente partecipi alla manifestazione organizzata dai bloggers per il 5 dicembre, una manifestazione pacifica organizzata dalla società civile che, a torto o ragione, non si riconosce nella cultura di questo signore di milano che si definisce un liberale convinto ma solo in modo autoreferenziale, non certo attraverso i suoi comportamenti arroganti e dispotici contro tutte le istituzioni, che, ahinoi, non ci possiamo più permettere.
Mamma, quanto viene alterata la percezione dei fatti in italia. Non voglio discutere sul come e perchè, osservo che oramai, un semplice ragionamento democratico e amichevole, è impossibile da sostenere senza finire in un circolo vizioso di accuse reciproche. Mai mi sono trovato in questi frangenti in tanti anni seppur, caratterialmente e democraticamente, mi sono sempre sforzato di comprendere le ragioni altrui mettendo in discussione perfino le mie personali idee, essendo convinto che, il rispetto acritico e non pregiudiziale, stia alla base di un ragionamento costruttivo tra opposte fazioni/correnti/partiti fin da quando avevo i calzoni corti. Stamane mentre assistevo ad una partitella di tennis sbirciavo il fatto quotidiano di Marco Travaglio quando un amico mi ha apostrofato prendendomi letteralmente ed inaspettamente in contropiede:
comunicato n°1 delle nuove brigate rosse: Non appena ricevuto dalla redazione del Giornale di Genova, il testo è stato girato e denunciato alla Digos per eventuali accertamenti e per il fisiologico seguito di competenza non mancando di dare risalto e vasta eco al fatto, nudo e crudo, sulle pagine del quotidiano in questione, sui canali mediaset e sul TG1 di Minzolini, tanto per ricordare alla gente che, lo spauracchio dei comunisti cattivi cattivi, mangiabambini e potenziali piromani di chiese, esiste ancora. Non per partito preso ma solo ed esclusivamente per dovere di informazione verso il popolo italiano. Ecco, tra i serio ed il faceto, ho riportato a modo mio il comunicato in questione che la dice lunga sulla deontologia professionale di questa gentaccia corifera che fa così pena da meritarsi lo sfottò e la derisione di chiunque abbia a cuore un vero abbassamento dei toni uscendo dall'imbarbarimento in cui siamo caduti in questi ultimi 15 anni. Chissà perchè, vero? Ebbene leggete adesso, dopo le mie stupidaggini, come sono andate le cose realmente attraverso il copia-incolla che ho fatto dal blog di Beppe Grillo da cui ho appreso la notizia: Il giornalista Francesco Guzzardi del Giornale è l'autore del messaggio delle BR con la stella a cinque punte pieno di minacce assortite. L'infaticabile Guzzardi ha scritto il messaggio. Lo ha ricevuto, pubblicato, denunciato. Tutto da solo. Uno stakanovista dell'informazione di regime. Alla Digos è stata sufficiente la prova calligrafica per scoprirlo. Uno così poteva lavorare solo con Vittorio Feltri. Dopo "Betulla" Renato Farina, "Citrullo" Guzzardi. ... Ma vi rendete conto, vivaddio, checcazzo di gente? Questi sono capaci di inventarsi i reati per misere ragioni di propaganda tanto sanno benissimo che i loro sostenitori abboccano alle menzogne che vengono propinate tutti i giorni ritenendo gli elettori (parole di Berlusconi medesimo) dei bambini in pubertà neppure troppo dotati. Ecco, alla luce di queste considerazioni vorrei fare una domanda a Fini da uomo della strada che non voterebbe mai PDL: a Gianfrà, se credi in una vera destra liberale, democratica, meritocratica e legalista alla quale riconosco la legittimità della vittoria elettorale, checcazzo ce stai a fa co sto soggetto? Ma quanno sarà che mannamo a casa gli opportunisti e gli imbroglioni di qualsivoglia corrente o schieramento per affidare le sorti del paese a veri galantuomini in grado di ridare nobiltà senso e fiducia alla politica? Pazienza se si rischia di perdere le elezioni, si può fare il proprio dovere anche dall'opposizione e probabilmente evitare di fare la fine dell'Argentina dove la gente s'è ritrovata, da un giorno all'altro, come Don farcuccio, tutto nudo co na mano davanti e una de dietro. Per i più curiosi ecco le parole inventate dal vicedirettore del giornale seguendo questo link. Buona lettura.
Si informa che la vecchia strategia contro il potere delle multinazionali e contro il capitalismo efferrato viene abbandonata per obiettivi più importanti e mirati verso giornalisti di provata statura quali il dr. Francesco Guzzardi nella sua qualità di vicedirettore del Giornale del grande Feltri e del grandissimo Silvio Berlusconi, proprietario e suggeritore occulto di scoop giornalistici concepiti in ossequio alle discipline pubblicitarie del vero piazzista di generi casalinghi da quattro soldi. Precisiamo inoltre che, forti delle precedenti esperienze, abbiamo affinato le tecniche di comunicazione e di lotta al punto di ritenerci inprendibili ed incatturabili. Qualora qualche commisario pignolo riuscisse a risalire alle nostre identità resteremo comunque impuniti considerando che i nostri migliori alleati sono i magistrati rossi di tutte le procure che insistono nel territorio italiano. Pertanto sfidiamo tutti i potenziali inquirenti a far luce sulla nostra organizzazione criminale consci che sono troppo stupidi ed incapaci per avvicinirsi solamente ad uno straccio di verità per poter competere con le nostre superiori intelligenze.

Io ci vado. Si tratta di una manifestazione organizzata da bloggers nella quale sono invitati tutti coloro i quali ritengono questo presidente del consiglio una calamità per il nostro paese a prescindere dalle personali, inconfutabili, legittime tendenze. Se si è interessati vi prego di passare parola. Grazie.
Bene il più è fatto adesso resta solo da ordinare i canali e la pratica va in archivio. Che ingenuo, a volte mi faccio tenerezza da solo, ho provato e riprovato facendo tutti i tentativi possibili ed immaginabili senza dipanare la matassa. preso dalla disperazione più nera ho telefonato ad un mio amico antennista per chiedere aiuto ricevendo questa semplice risposta: Cambia l'apparecchio, quello fa schifo ed è stato programmato male, l'hardwere è pessimo e le istruzioni sono contraddittorie. Ma chi è l'ingegnere che l'ha concepito? Sembra si tratti di un certo Gasparri che l'ha concepito durante lo svolgimento del suo doppio lavoro. Adesso ho capito ma non mi voglio lasciar influenzare dalla scarsa stima derivante dal suo primo lavoro perchè forse il secondo, speriamo, lo fa bene. E subito, pieno di energia e di interesse, ho riprovato con la ricerca manuale, canale per canale, per circa due ore; dopo di che, stanco e sconfitto, ho tirato il telecomando per terra rivolgendomi direttamente all'apparecchio in questa maniera: l'animadelimortaccitua e de tutti li decodere der monno. Ahò, nun ce crederete, ma inspiegabilmente il digitale si è illuminato tutto come n'arbero de natale, ha cominciato ad emettere una sequela di bip strani per iniziare una nuova scansione in modo autonomo. E voilà, come per magia tutto è andato a posto lasciandomi esterefatto e divertito. Ma come? credevo che le macchine non pensassero e che solo gli umani, a parte quelli soliti (se semo capiti, no?), fossero in grado di correggersi per errori ed omissioni ed invece avevo a portata di mano la prova provata che anche le macchine posseggono una loro psiche. Subito, di getto, ho scritto ad una rivista scientifica per raccontare la vicenda e sembra che un gruppo di eccentrici fisici stiano studiando la questione onde spiegare la reazione inconcepibile del decoder di gasparri. Pertanto l'unico consiglio che posso dare a chi dovesse trovarsi in simili condizioni, pur non essendo un esperto, è quello di offendere pesantemente il digitale terrestre con una parolaccia dura e diretta e se volete una frase più simpatica ma non per questo meno efficace provate con questa: Si te campa tu nonno sarebbero limortaccitua fino a tu padre. State certi che anche il decoder più ostinato smette di fare i capricci. Provare per credere e se funziona fatemelo sapere che brevettiamo il metodo e ce famo li sordi.
Cari amici, se vi serve una mano per configurare il digitale terrestre chiamatemi che sono diventato un esperto. Nella casa di riposo ne ho configurati una ventina ma sono impazzito perchè ogni marca ha le sue impostazioni, tutte diverse una dall'altra, e per comprenderle seriamente bisogna fare un corso all'università mirato ad apprendere i rudimentali per poter operare sui variegati decoder in commercio. Ebbene ho potuto constatare che esistono delle differenze notevoli tra un apparecchio e l'altro, qualcuno fa quasi tutto da solo e le procedure sono semplicissime ed intuitive mentre altri sono, a dir poco, spiazzanti ed elusivi anche nelle spiegazioni riportate nei rispettivi libretti d'istruzione. Uno in particolare, non dirò la marca ma ne indicherò, dopo, l'inventore, mi ha fatto letteralmente impazzire ma con la calma che sempre mi contraddistingue in queste situazioni (bestemmie, improperi, qualche calcio alle sedie etc etc.) sono infine riuscito a domarlo. Adesso vi racconto come è andata. Prima provo a configurarlo in base all'esperienza appena acquisita ma con scarsi risultati. I canali rai non si vedono e le spiegazioni di avvertenza sono scritte in russo. Sia ben chiaro, poichè parlo il russo fluidamente non sarebbe stato un problema ma trattandosi di dialetto stretto baltico-caucasico ho incontrato serie difficoltà. Poco male, non ci scoraggiamo e proseguiamo smanettanto tra le funzioni del telecomando. Ovviamente anche i telecomandi sono tutti diversi sempre per ragioni commerciali perchè la tecnologia per farli tutti uguali esisterebbe già, basterebbe un accordo generale tra tutti i produttori o una legge ad hoc per obbligarli ed il problema sarebbe risolto. No, neanche a parlarne, il governo è affaccendato in quel problema grande ed improcrastinabile e non ha tempo per altro. Ma torniamo a bomba altrimenti mi incarto mentre voglio parlare della mia singolare esperienza. Ho ricominciato i miei tentativi da grande smanettone di pc mentre facevo, tra me e me, questa misera considerazione: ma come cazzo faranno le persone anziane a vedere la televisione stasera? Intanto facevo discreti progressi e, dopo aver rimesso le impostazioni di default del Digitale terrestre in questione, rilanciando ancora la ricerca automatica, sono riuscito a sintonizzare perfino i canali rai.
L'altro giorno me so ito a comprà na pistola. Nun ve preoccupate che nun è niente de che, ho solo deciso che me dovevo adeguà al regime de far west in cui vivemo. Tanto sò incensurato e qualunque cosa faccio de illegale numme possono fa n'cazzo. Ve ricordate er marchese der grillo? quanno sfida er falegname, che javeva fatto un mobile, a denunciallo perchè nun sarebbe stato pagato? Perchè? Pe sfizio, per gusto de dimostrà che lui, er marchese, era quarcuno mentre lui, geppetto, nun contava n'fico secco. un ragionamento che dar punto de vista der potente nun fa na grinza ma che, da quello der debole, fa acqua da tutte le parti. Ecco, ce risemo, stamo a ritornà a quei tempi perchè c'è qurcheduno che se crede desse er marchese der grillo e puro de più. Pe 60 anni me so vergognato dell'ombra mia e nun ho mai sgarato, ma adesso, convinto dall'esempio che vedo tutti i giorni, me so convinto a far er sarto e me so messo a delinque. Nun pago le murte, rubo ai supermercati, nun pago più er canone, segno dar fornaro e faccio buffi a più non posso e nun pago, si, nun pago. E quanno li creditori me vengono a reclamà er giusto dovuto risponno: portame in tribunale. E quanno m'hanno portato dar giudice io ho riso n'faccia:vostronò che famo perdemo tempo? Nun ciai n'cazzo da fa? Lo sai bene che se me condanni vado in appello e se me ricondanni vado n'cassazione e quanno semo arrivati a sto punto stamo ner 2019 e li 6 anni der giusto processo de berlusconi so belli che passati. Poraccio, me guardava co du occhi straniti tipici de uno che aveva perso er senso der lavoro e i' ho pure ririso n'faccia. Che pena m'ha fatto, dopo avè studiato tanto fasse pjà per culo così nun se lo poteva mai immaginà. Perciò v' esorto a commette più reati possibili tanto nun se paga pegno e fate come ho fatto ar quartiere mio pe fa capì a tutti l'aria che tira. All'inizio de ogni strada ciavemo messo le porte scorevoli der saloon tanto pe fa comprenne che se sentra dentro e se supera quer valico se sta in pieno far west dove po' succede de tutto e vige na sola regola: nun esisteno regole. Ma, me domanna, quer poveraccio che m'abita de sotto, così n'esiste più a democrazia? perchè n'te ne sei ancora accorto? Mà n'do cazzo vivi? Oggi nun se pò più campà come na vorta e bigna diventà no sfasciabocche, si no sfasciabboche, uno che prima mena e dopo discute, chiaro? Apposta me so fatto a pistola, na bella magnum 44, l'urtimo investimento giustappunto pa sopravvivenza. So tempi duri e nun c'è più posto pe li deboli ergo me so adeguato e che dovevo fa? M'ero rotto de sentì, e de vedè, tutti li giorni, che er più pulito cià la rogna e noi seguitamo a fa i bravi. Ma che bravi, fessi e io er fesso no vojo fa più, vojo fa er dritto, come fa quello. Me ribello, anzi me so ribellato anche se le cose nun so annate come credevo. devo avè sbajato quarche valutazione, chissà. Mah! se ne volemo discute, veniteme a trovà, sto ar quarto braccio de regina coeli, in pieno isolamento. Se me volete parlà, venite cor megafono dalla parte der gianicolo se no, nun ve sento. quanto alle risposte ve le dovete dà da voi io nun ciò più fiato nemmeno pe bestemmià. Che jella, m'è capitato l'unico vero giudice comunista che c'è in tutta la magistratura e che m'ha dato puranco 20 anni e nella sentenza cià pure scritto che la regola dei sei anni vale solo pe li potenziali fiidenamignotta e mai pe li stronzi. Porca escort devo avè sbajato li conti e se rinasco voto forza italia, hai visto mai m'annasse mejo?

Questa è la locandina del teatro S. raffaele dove, stasera, dopo lo spettacolo, allo scoccare della mezzanotte, ho festeggiato i miei primi 60 anni. Un grazie alla compagnia "Il Cilindro", a Pino Cormani ed ai suoi attori, musicisti e collaboratori. La performance di stasera "Fatti e fattacci de roma mia" è stata perfetta, avvincente ed emozionante sia per il pubblico che per gli attori. Eccone un piccolo resoconto fotografico abbastanza significativo ma non esaustivo perchè riporto soprattutto le foto di mia figlia Alessia per farla conoscere agli amici di splinder. naturalmente le foto sarebbero molte di più ma per ovvie ragioni di spazio mi sono limitato a pubblicare queste:













Ecco, Maurè, finalmente puoi vedere la scenografia dello spettacolo di quest'estate. Si sto parlando di quando c'era stata quella tromba d'aria ed, a causa dei danni subiti, tutta la compagnia si era esibita su un palco vuoto e scarno. Ma è noto che in questi casi non esiste alternativa "the show must go on". Un abbraccio a tutti. Enzo.
P.S. Dimenticavo di ben ringraziare l'amico "chefmarco" per la squisita e gentile attenzione per il mio compleanno. Ho ricevuto sempre dei bei regali ma non mi era mai stata offerta l'occasione di portare uno chef professionista a casa mia per cucinare il pranzo per la mia festa. Incredibile ma vero. Marco avrebbe lavorato gratis per me e per i miei ospiti per giunta in giorno festivo e di riposo però ho declinato con dispiacere l'invito in quanto non potevo approfittare della sua gentile ospitalità con oltre 30 persone. Pertanto caro amico, sappi, che ho preferito optare per un ristorante nella speranza che la tua offerta resti sempre valida per quando, in primavera, riorganizzeremo, in quel di Livata, con i nostri comuni amici bloggers che vorranno partecipare. Ciò non toglie che debba ringraziarti, ancora una volta, per un gesto che non è da tutti e che ho molto apprezzato. E domani ti telefono per esprimere, meglio e a voce, quello che non ho saputo dire attraverso questo post. Ahò! Nun te mette idee strane pe la testa co tutti sti complimenti perchè a me ancora me piaciono le donne hahahahahahahah!!! De sti tempi è mejo precisare hahahahah!!! E rido, me sto a fa vecchio e rido, che ciavrò da ride, boh!

In culo alla balena, come sempre, cara Alessia.